2 NOVEMBRE, ECCO PERCHE' SI RICORDANO I DEFUNTI

Curiosità -

Ricorre oggi, come ogni anno, la commemorazione dei defunti, ricorrenza liturgica della Chiesa cattolica.  Nella chiesa latina il rito è  fatto risalire all'abate benedettino sant'Odilone di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell'abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1 novembre per celebrare i defunti, ed il giorno dopo l'eucaristia sarebbe stata offerta "pro requie omnium defunctorum"; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa Cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell'Ordo Romanus del XIV secolo. 

Migliaia di persone si recheranno nei cimiteri, portando fiori, soprattutto crisantemi. Secondo la Coldiretti, i prezzi dei fiori sono pressoche' stabili. Ma è opportuno, nonostante il tipo di ricorrenza, non fare acquisti di impulso, ma verificare e mettere a confronto i diversi prezzi sul mercato. La scelta e' ampia tra steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o piu' fiori per stelo e - sottolinea la Coldiretti - nei diversi colori. La varieta' piu' diffusa di crisantemo e' l'anastasia I prezzi di vendita al dettaglio per i fiori recisi - riferisce la Coldiretti - variano da 1,5 euro a 7 euro per quelli piu' grandi e possono arrivare ai 15 euro se si tratta di crisantemi in vaso o di mazzi con piu' fiori.

Per evitare di cadere nelle trappole del mercato e' meglio non ridursi all'ultimo momento per gli acquisti, evitare venditori improvvisati per non alimentare l'illegalita', preferire l'acquisto, se possibile, direttamente dai produttori Per fare durare di piu' i fiori si consiglia - sostiene la Coldiretti - di cambiare l'acqua nei vasi ogni due o tre giorni e di tagliare il gambo dei fiori cogliendo, se possibile, l'occasione di ripetere la visita di commemorazione. La produzione del crisantemo e' sicuramente una delle tecniche piu' complesse del florovivaismo italiano, basti pensare al fatto che - spiega la Coldiretti - occorre ''programmare'' la fioritura, dosando le ore di buio e di luce con la copertura delle piante in funzione del momento in cui i fiori verranno messi in commercio. Il crisantemo o fiore d'oro (dal greco chryso's (oro) e a'nthemon (fiore)) viene coltivato in Cina ben cinque secoli prima di Cristo. In Europa, i primi crisantemi furono diffusi alla fine del 1700, prima in Francia, poi in Italia, e in Inghilterra. In principio era una vera rarita' esotica, ma col tempo se ne diffuse la coltivazione casalinga. Se in Italia il crisantemo ci ricorda soprattutto il giorno dei defunti, in Giappone - conclude la Coldiretti - e' fiore nazionale, emblema araldico della famiglia imperiale e il principale ornamento floreale utilizzato per la celebrazione delle nozze, mentre in molti Paesi e' il simbolo della vita, della forza d'animo e della pace.

 

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