ALLA SOFO UNA STORIA DI SPORT PER ONORARE IL GIORNO DELLA MEMORIA

Cronaca -

Nei giorni scorsi, nell’auditorium della S.M.”V.Sofo” è andato in scena “M120XM90 “ –spettacolo ad una voce – di e con Corrado La Grasta a cura della compagnia del Teatro dei Cipis .

ll testo dello spettacolo “M120XM90” nasce dall’idea di parlare di uno dei drammi più impopolari della storia attraverso lo sport più popolare di sempre: il calcio.
E’ il sogno negato di un bambino costretto a rinunciare alla sua passione per il calcio a causa degli eventi storici e drammatici che lo vedono protagonista.
Quattro quadri di eventi tragicamente avvenuti, ispirati dalle testimonianze dei sopravvissuti all’olocausto, che hanno come filo conduttore gli occhi di un bambino, divenuto adulto troppo in fretta, che a malincuore smette di rincorrere il suo sogno per poter sopravvivere nell’inferno di Auschwitz.

Il titolo M120xM90 rappresenta le dimensioni ufficiali di un campo da calcio approvato dalla Fifa.               La scenografia,  a forma di rettangolo luminoso, richiama la figura del campo da calcio .Alcuni bidoni ne costituiscono le porte il cui movimento permette di arrivare alla scena finale del campo di Auschwitz con i bidoni colmi di materiale tossico. Il calcio  usato dall’autore-attore nel post-spettacolo  come argomento per arrivare al cuore dei tanti  ragazzi presenti,   mostrando il contrappunto  esistente tra i giocatori e i campioni di allora con gli attuali.

Il primo quadro, ”la leggenda”, fa infatti da apripista narrando  le gesta della formazione della Dinamo Kiev, con i suoi valorosi giocatori che sfidano la formazione tedesca della Flakelf  e nonostante le minacce  ricevute, decidono di vincere per onorare i loro popolo e la propria nazione.

Lo scenario che fa  da sfondo al secondo quadro, “l’utopia”, è quello di Terezin, località poco distante da Praga trasformata in ghetto ebraico durante la seconda guerra mondiale.
E’ anche il quadro della speranza in cui, seppure per scopi propagandistici, viene data agli Ebrei l’opportunità di esprimersi creativamente portando in scena l’operina intitolata Brundibar diretta del maestro Hans Krasa.

Viola, marrone, rosa sono i colori distintivi del terzo quadro ,“la realtà”, quelli con cui venivano contrassegnati rispettivamente i Testimoni di Geova, i Rom e gli omosessuali.
Resta il nero il colore più coprente, quello del dottor Menghele, detto anche dott. Morte, artefice di macabri esperimenti sui gemelli deportati.

Grigio, come l’umiliazione o la codardia , è il colore che si sfuma nel quarto quadro, “la svolta”. La svolta è una liberazione interiore a cui molti anelano, ma pochi realizzano portando al limite la propria esistenza.
L’ultimo quadro, come il primo, si conclude in un campo di calcio: ad una vittoria segue una carneficina. La volontà di giocare a calcio di questo ragazzo trova sbocco solo in uno dei  campi da calcio presenti nei campi di concentramento, un campo recintato con il filo spinato, le cui linee di delimitazione sono segnate con ceneri umane e le cui porte sono costituite da bidoni contenenti materiale tossico.

Davvero tanti gli punti di riflessione per i giovani invitati dall’autore a meditare : la  contrapposizione   tra il calcio di oggi, dove  calciatori strapagati ricevono milioni di followers senza rendersi  conto del ruolo che hanno nei confronti delle giovani generazioni ed i giocatori della Dinamo   fucilati e il cui attaccante viene deportato senza che  si sappia altro di lui.Uno spettacolo davvero toccante e significativo che ha celebrato questa giornata diricordi dolorosi di orribili pagine della storia passata. Uno spettacolo che invita  a riflettere soprattutto sul presente e sul futuro affinché tutto quello che di orrendo è accaduto in passato non si verifichi più.

Anna Ostuni

 

 

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