BLITZ DELLA FINANZA, INDAGINI SULLE CESSIONI DE "LA PESCHIERA" E DEL "MELOGRANO"

Cronaca -

Perquisizioni della Guardia di Finanza sono scattate negli uffici delle società Fimco Spa e Maiora Group Spa, con sede legale e amministrativa a Noci, e nella sede della direzione generale della Banca Popolare di Bari, nell’ambito di una inchiesta della Procura, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi e dal sostituto Lanfranco Marazia. Almeno 4 imprenditori risultano indagati in questa inchiesta, avviata a seguito delle procedure di concordato preventivo alle quali le due società sono sottoposte dopo una istanza di fallimento, presentata nel febbraio scorso da parte di una società con sede a Malta. 
I reati di bancarotta e autoriciclaggio, contestati a vario titolo ai 4 imprenditori, riguardano p resunte operazioni di distrazione e dissipazione di cespiti immobiliari, complessi aziendali e partecipazioni societarie, di rilevante valore economico, relative a strutture turistiche della provincia di Bari, in favore di altre società correlate, non soggette a procedura fallimentare e riconducibili agli stessi imprenditori indagati. 
Le indagini della Guardia di Finanza «hanno consentito di far emergere - spiega la Procura - il ruolo della Banca Popolare di Bari quale principale creditore delle imprese sottoposte a procedura concorsuale, risultate esposte con l’istituto di credito per una cifra di poco inferiore ai 140 milioni di euro, a seguito delle ingenti linee di credito elargite negli anni». 

Ci sono anche le cessioni dei complessi turistico alberghieri di lusso come 'La Peschiera' e 'Il Melograno' di Monopoli e l’edificio dell’ex hotel Ambasciatori di Bari nelle operazioni sospette che, secondo la Guardia di Finanza di Bari, avrebbero portato al dissesto delle società Fimco e Maiora del gruppo Fusillo di Noci. 
L’ipotesi dei finanzieri, coordinati dalla Procura di Bari, è che i capitali delle due società siano stati interamente dissipati a favore di altre società del gruppo, a loro volta poi cedute o svendute. Nel caso di Fimco, il capitale sarebbe stato distratto confluendo nelle case della società Soiget, le cui quote sarebbero poi state interamente cedute alla Sesto elemento di Giacomo Fusillo. «Giova rammentare -si legge nel decreto - che trattasi di una partecipazione dall’indubbio valore strategico ed economico atteso che tale società vanta la proprietà e la gestione operativa di due complessi immobiliari di assoluto prestigio ed elevata redditività, costituiti dei complessi turistico alberghieri 'La Peschiera' e 'Il Melograno', rinomati resort di lusso ubicati sulla costa dell’entroterra di Monopoli». 
Con riferimento alla società Maiora, i beni sarebbero stati distratti in favore della Logistica Su d e da qui in un Fondo con sede a Gibilterra. «Desta forti sospetti - scrive la Procura - la circostanza che la dismissione della partecipazione in Logistica Sud effettuata nel dicembre 2016 abbia di fatto comportato la fuoriuscita dal perimetro patrimoniale della controllante Maiora di un cespite immobiliare di ragguardevole valore, rappresentato dall’edificio ex Hotel Ambasciatori, oggetto di trasformazione in unità immobiliari ad uso residenziale e commerciale».

BPB: «Mai aderito a piano di risanamento» - «La Banca Popolare di Bari precisa di non aver mai aderito al piano di risanamento presentato dal Gruppo Fusillo né tantomeno aver accordato nell’ambito del citato piano, alcuna nuova linea di credito alle società facenti parte del Gruppo». Lo rende noto un comunicato dell’istituto. 

«La Banca, nel confermare la correttezza del proprio operato, ricorda di non essere indagata nel procedimento penale in corso ed ha fornito la più ampia collaborazione all’Autorità giudiziaria al fine di soddisfare le richieste di documentazione».

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