CASINA DEL SERPENTE, PAPIO (MANISPORCHE): OCCASIONE PERSA

Cronaca -

Riceviamo e pubblichiamo:

 

 “L’entusiasmo mostrato per i passi avanti fatti nella definizione del futuro dell’area della Casina del Serpente ci coinvolge poco: anche in questo caso emerge chiaramente come gli interessi della collettività siano l’ultimo pensiero dell’amministrazione Romani”. Così si esprime il consigliere Angelo Papio in relazione al PUE recentemente approvato dalla Giunta che consentirebbe il recupero dell’area.

L’accordo di programma sottoscritto sembra non tenere conto dell’esigenza relativa alla viabilità di Via Cialdini ritenendo di procastinare, o non affrontare affatto, il tema dell’esproprio ai fini della rimozione dell’immobile privato che attualmente impedisce lo sfondamento della centralissima via, che contribuirebbe in maniera decisiva a collegare il murattiano con il sottopasso di via Giambattista Vico. I miglioramenti della viabilità sarebbero limitati alla sola via Bixio. “Non si tratta di un esproprio proletario, come l’amministrazione vorrebbe etichettare l’ipotesi da noi suggerita – prosegue Papio -  ma la naturale evoluzione di un progetto integrato per quell’area che, da un lato, restituisca il parco alla città e, dall’altro, permetta finalmente di ripristinare una viabilità tra il murattiano e via Cappuccini”.

Rimane assolutamente fumosa e poco chiara, inoltre, la vicenda delle opere di bonifica idrologica da effettuare nell’area che condizionano pesantemente il valore dei suoli e che potrebbero essere uno dei motivi per cui i bandi di gara per l’alienazione siano andati deserti. Il tentativo di alienazione senza il miglioramento della viabilità e la soluzione dei problemi idrologici avrebbe rischiato di procurare un danno erariale alla cosa pubblica. “Il tentativo di vendere quei terreni, pur esperito dall’amministrazione, è andato per fortuna a vuoto – spiega ancora Papio – probabilmente perché nessun imprenditore, in assenza di chiarezza su questi punti, ha inteso investire su quell’area”.


Infine è da rilevare l’approssimazione con cui si tenta di affrontare il tema della progettazione dell’area della Casina di proprietà pubblica: “invece di capitalizzare gli importi delle opere di urbanizzazione che si vogliono destinare alla riqualificazione dell’area e mettere a bando un progetto organico – conclude il consigliere Architetto - l’amministrazione sceglie di far fare al privato che presenta un Piano esecutivo per tutt’altra zona della città e che, in luogo del versamento degli oneri, viene obbligato a progettare e realizzare un parco per cui, legittimamente, non ha alcun interesse. Dopo decenni, il momento propizio e la buona occasione, rischiano di andare sprecati per una cronica mancanza di attenzione verso la centralità dell’interesse pubblico rispetto alle aspettative private”.

Per il Movimento Manisporche
Angelo Papio

 

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