CIBO SCADUTO, LE SCUSE DELLA GROTTA PALAZZESE

Cronaca -

Dopo il blitz della Guardia costiera avvenuto ieri in due notissimi locali di Polignano a Mare - frequentati da turisti facoltosi, attori, stranieri e imprenditori - dove i militari hanno sequestrato 170 chili di pesce scaduto, privo di tracciabilità e congelato, arrivano le scuse ufficiali di uno dei due ristoranti.

In un primo momento i militari non avevano diffuso i nomi di uno dei due locali: si tratta di Grotta Palazzese  in cui la Guardia costiera ha trovato mal conservati alcuni prodotti ittici e addirittura, in una cella congelatore, sono stati scoperti anche due tranci di controfiletto di «wagyu» (razza bovina giapponese la più costosa al mondo), per un peso di circa 8 chili, che risultava scaduta già dal mese di maggio.

Lo chef executive del ristorante Grotta Palazzese di Polignano a Mare, Felice Sgarra, e il vicedirettore responsabile del food and beverage, Riccardo Sgarra, in relazione alle notizie stampa di queste ultime ore, a tutela del buon nome e dell’immagine del locale, hanno appena divulgato una nota in cui chiedono ufficialmente scusa ai loro clienti: «Ci scusiamo per l’involontario errore in cui siamo incorsi e precisiamo che la proprietà e l’amministratore della società sono assolutamente estranei ai fatti contestati, essendo affidata unicamente a noi la responsabilità delle materie prime e dei prodotti utilizzati nell’attività ristorativa».

«Ci teniamo a rassicurare i clienti - sottolineano nella nota - che non v’è mai stato alcun rischio per la salute, poiché Grotta Palazzese ha sempre privilegiato prodotti di alta qualità nel rispetto della sicurezza alimentare. In questo caso l’unico errore che ci rimproveriamo è quello di non aver prestato attenzione alle etichette».

«In particolare, la carne rinvenuta in una cella frigo (- 18 gradi) era stata regolarmente sottoposta ad abbattimento (non congelamento) - processo comune nelle attività ristorative che garantisce la conservazione e la salubrità del prodotto - prima della data di scadenza. E comunque si trattava di tipologia di carne non più presente nei nuovi menu estivi 2019 e quindi non destinata ai clienti. Nel caso del pesce, invece, i prodotti controllati dalla Guardia costiera erano in una cella frigo (-18) diversa da quella in cui erano depositati gli altri prodotti ittici con etichetta di tracciabilità: ma tutti facevano parte dello stesso lotto di produzione». 

Lo staff quindi puntualizza: «Pur riconoscendo il nostro errore, riteniamo immeritata la campagna denigratoria che lede l’immagine professionale nostra e di Grotta Palazzese, che ha sempre investito per offrire il massimo ai propri clienti agendo in maniera assolutamente trasparente».

La notizia ha suscitato molto scalpore anche fra altri ristoratori della zona che sui social network hanno detto la loro. Tra questi, Tuccino. "Dalle stelle alle stalle il passo è breve", ha scritto su Facebbok il noto risoratore polignanese.

 

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