DOPO LE EUROPEE? NON E' CAMBIATO NULLA

Politica -

di Walter Laganà*

Come volevasi dimostrare, dopo l’elezione per il nuovo Parlamento Europeo del 26 maggio 2019, non è cambiato nulla. Con l’asse franco-tedesco e con la nomina del medico tedesco Ursula Von Der Leyen alla Presidenza della Commissione dell’Unione Europea e della francese Christine Lagarde alla BCE al posto dell’italiano Mario Draghi, ritorna la politica del rigore, della moneta, del mercato e dello spread con la relativa speculazione delle Lobby economiche e della grande industria contro tutte le aspettative di un radicale cambiamento a favore di un miglioramento economico e sociale del popolo sovrano europeo. Tranne naturalmente da parte delle due donne dei vertici dell’Unione Europea di un qualche sussulto di responsabilità, di sensibilità e di solidarietà nei confronti degli stati membri europei in difficoltà.

Pertanto gli Stati Uniti d’Europa con uno Statuto, un Presidente e un Parlamento Europeo votati a suffragio universale da tutti gli Stati membri dell’Unione con una programmazione di sviluppo e di progresso economico e sociale comunitari così come avevano immaginato i Padri Fondatori : gli italiani Alcide De Gasperi (1881-1954) e Altiero Spinelli (1907-1986), il tedesco Konrad Adenauer (1876-1967) e il francese Robert Schuman (1886-1963), rimarrà ancora una volta un sogno nel cassetto, tenendo anche presente che la Francia e l’Olanda, irresponsabilmente, non hanno voluto approvare lo Statuto degli Stati Uniti d’Europa come hanno già fatto nel passato gli altri Stati Membri dell’Unione. E questo la dice lunga, soprattutto per il Presidente francese Emmanuel Macron che, pur avendo fatto tutta la sua campagna elettorale a favore dell’Europa, preferisce insieme alla Germania a farsi governare da una Commissione, forse molto malleabile e controllabile, invece di un governo super partes eletto a suffragio universale con pieni poteri, per avere mano libera come ha già dimostrato in modo unilaterale nell’intervento in Libia. Ma non solo, anche la brexit inglese con la continua ingerenza del Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump non agevolano il disegno politico dei Padri Fondatori.

Né l’elezione dell’italiano David Sassuolo allo scranno più alto dell’istituzione dell’Europarlamento a Strasburgo per due anni e mezzo con l’alternativa con il tedesco Manfred Weber, nonostante l’incomprensibile euforia del Segretario nazionale del PD Nicola Zingaretti, potrà cambiare le cose. Anzi con la presenza fra due anni e mezzo fino a fine mandato del tedesco Manfred Weber, si rafforzerà il dominio assoluto incontrastato della Germania nell’Unione Europea. In questa situazione c’è poco da stare allegri. Per l’insipienza politica di tutti gli altri Stati Membri dell’Unione si assisterà al dominio della Germania cioè di quella nazione che dal 1939 al 1945 ha messo in ginocchio l’Europa con tutte le vicende poco edificabili. Per questo motivo va dato atto al Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof.Giuseppe Conte, e al Ministro delle Finanze Giovanni Tria che, in questo mare tempestoso per l’Italia, lavorano, ob torto collo, con i nuovi vertici comunitari per salvare il salvabile prima di naufragare, facendo di necessità, virtù, in attesa di tempi migliori e di un ravvedimento degli Stati Membri dell’Unione per l’attuazione degli Stati Uniti d’Europa, unica e vera ancora di salvezza di tutti i popoli dell’Unione.

* già sindaco di Monopoli

 

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