EMILIANO VINCE LE PRIMARIE (70%), E' IL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI

Politica -

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha vinto le primarie del centrosinistra con il 70,4% dei voti (56.773), seguito dal consigliere regionale Fabiano Amati (14,3%, 11.559 voti), dall’europarlamentare del Pd Elena Gentile (12,1%, 9.753) e dal sociologo Leonardo Palmisano (3,1%, 2.532). Emiliano vince anche a Monopoli con 329 voti. 164 consensi vanno a Fabiano Amati, 30 a Elena Gentile, 15 a Leonardo Palmisano. Cinque le schede bianche, 3 le schede nulle. In tutto nella nostra città hanno votato in 546.

«Il freddo e la pioggia non hanno fermato i pugliesi, non hanno fermato la coalizione della Puglia che è il nome che la nostra coalizione, la nostra alleanza assume da oggi. Siamo pugliesi e ci siamo uniti nella democrazia partecipata attraverso le primarie con migliaia e migliaia di cittadini che hanno messo su una giornata meravigliosa di democrazia ancora una volta». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando la sua vittoria alle primarie del centrosinistra.
«Il primo grazie va ai pugliesi. Questo popolo meraviglioso - ha detto - mi ha insegnato a fare il sindaco e mi sta insegnando a fare il presidente della Regione. Penso che qui ci sia qualcosa di diverso dal resto del mondo. I pugliesi sono diversi, sono andati a votare il 12 gennaio, ha cominciato pure a piovere oggi pomeriggio. Ora lo possiamo dire, il risultato era abbastanza scontato e quindi perché sono andati a votare? Più che per far vincere qualcuno, lo hanno fatto per testimoniare per tutti noi, hanno fatto un atto di testimonianza. Sono usciti di casa per dire 'io sto quà. Una cosa così non succede da nessun’altra parte. Questa cosa è bellissime ed è una poesia della politica che va conservata». "Il secondo grazie va ai volontari e il terzo a Leonardo Palmisano, Elena Gentile e Fabiano Amati. Penso che loro - ha concluso - renderanno migliore anche me, perché tutte le critiche che mi hanno fatto durante questa campagna per le primarie le ho ascoltate tutte con grande attenzione».

 Hanno votato in totale 80.608 persone. I dati si riferiscono a 234 seggi sui complessivi 248. Il segretario regionale del Pd, Marco Lacarra, ha espresso «evidente soddisfazione per il risultato straordinario della partecipazione. Quando parlavo di una ipotesi di 50mila votanti era perché c'era preoccupazione rispetto ad un clima che era stato invelenito anche al nostro interno. La competizione c'è stata e la partecipazione è stata assolutamente inaspettata. Abbiamo superato i dati del congresso del Pd di un anno fa, abbiamo superato gli 80mila votanti».
Lacarra ha evidenziato che «le primarie si sono svolte con una regolarità straordinaria, non ci sono state contestazioni o situazioni ambigue. Una vera festa di partecipazione, il punto di partenza per una campagna elettorale difficile. Oggi non abbiamo vinto niente, abbiamo il candidato presidente che sfiderà il centrodestra. Da domani partiamo con la campagna elettorale. Quello che è accaduto fino ad oggi viene archiviato, l'obiettivo è tenere dentro questa coalizione anche tutti coloro che non hanno condiviso il percorso e il metodo con una sola finalità: sconfiggere il centrodestra per evitare che la Puglia torni indietro. Abbiamo bisogno di tutti, anche di coloro che hanno espresso scetticismo in queste settimane».

In realtà una tendenza al calo c'è ma l’astensione di massa del popolo pugliese del centrosinistra dalle primarie non c'è stata.  La soglia dei 50mila voti, prudenzialmente indicata alla vigilia dallo stesso segretario regionale de Pd, Marco Lacarra, è stata superata già nei rilevamenti del pomeriggio. Alle 17 erano oltre 55.700 i cittadini andati a votare (alle precedenti analoghe consultazioni del 2014 alla stessa ora erano stati oltre 77mila) per scegliere il candidato alla presidenza della Regione. 

Sull'affluenza (nel 2014 votarono in 134mila) considerata fondamentale anche per valutare la forza della coalizione in vista delle regionali di primavera, hanno probabilmente pesato le polemiche che hanno accompagnato la campagna elettorale condotta tutto sommato in sordina, il disimpegno dei renziani di Italia Viva e di alcune associazioni e movimenti di area. E probabilmente anche il fatto che la vittoria di Emiliano in questa fase non è mai sembrata in discussione malgrado forti dissensi interni alla sua stessa maggioranza. 

 

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