ISTITUTO SUORE DELLE ANCELLE, IL COMITATO COSTA LIBERA: O CONSIGLIO COMUNALE O MOBILITAZIONE

Cronaca -

Pubblichiamo dal comitato Costa Libera:

Grazie ai sette consiglieri comunali, Michele Suma, Paolo Comes, Marilù NapoletanoFrancesco SorinoPietro BarlettaAngela Pennetti e Giorgio Spada, firmatari della proposta di revoca della delibera n. 51 del 9/12/2013, promossa dall'avvocatoGiampiero Risimini e da noi condivisa.
Un grazie a loro sette e anche, preventivamente, a un ottavo consigliere, Gianni Palmisano, che non avendo avuto la possibilità materiale di aggiungere la sua firma, ha anticipato il suo voto favorevole a quanto da noi richiesto quando se ne discuterà in sede di consiglio comunale.

Questi consiglieri, che, tutti insieme, rappresentano almeno 2.500 cittadini, tra un interesse pubblico, così rilevante, ed operazioni dal profilo discutibile e poco chiaro che determinano un vantaggio per interessi privati a danno del bene di tutti, non hanno dubbi su quale sia la giusta scelta di campo.

In questo non sono soli: hanno con loro non solo i loro elettori, ma noi del Comitato Costa Libera e il Circolo Cittadinidimonopoli e, ne siamo sicuri, tutti i monopolitani che hanno ugualmente a cuore il bene comune.

I lungimiranti Amministratori Comunali del 1955, nell'atto di vendita, inserirono un vincolo (a tutela degli interessi pubblici) con il quale si "(...) obbligava le Suore a non vendere, cedere, od alienare, in favore di altri, il suolo acquistato e di costruire l'edificio da adibirsi per uso di istituto di educazione morale, religiosa e scolastica (...)".

Lo stesso atto di vendita proseguiva così: "(...) la mancanza di uno dei patti d'obbligo suddetto autorizza il Comune di procedere alla reintegra in proprio favore del suolo e degli eventuali manufatti e pertinenze, senza rimborso di causa o valore alcuno (...)".

La domanda che tutti si pongono è: perché mai si è voluto rimuovere proprio quel vincolo a tutela dell'interesse generale?

Poiché non desideriamo restare nel campo delle ipotesi e delle congetture, che, pure sarebbero giustificate da scelte che appaiono tanto improvvise quanto improvvide e inopportune, chiediamo al Consiglio Comunale nella sua interezza e a ogni singolo consigliere risposte serie.

Attendiamo quindi la tempestiva convocazione del Consiglio Comunale:
ma, lo diciamo subito e con forza, in quella come in qualsiasi altra sede non ci accontenteremo di risposte che non siano del tutto chiare e convincenti, in grado di dissipare ogni dubbio.

In assenza di quelle, sia chiaro sin d'ora, non esiteremo a mobilitare la città!

Commenti

Blocchiamo i palazzinari ed i loro amici politici nel tentativo di cancellare una storica realtà monopolitana.
Trasformiamo l'istituto in un luogo che accentri le realtà culturali cittadine o destiniamolo per esempio ad altri realtà scolastiche come il conservatorio.
Sarà difficile, dato il livello medio culturale rappresentato dagli eletti nella maggioranza consiglio e degli amministratori nominati da romani.

 

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