LA BEFANA VIEN DI NOTTE. E CHIUDE LE FESTE

Cronaca -

La tradizione vuole che a Natale sia Babbo Natale (o se vogliamo il Santa Klaus ovvero San Nicola) a portare i doni ai bambini; nella Festa dell'Epifania, invece, è la Befana, quella simpatica vecchietta che, a bordo della scopa e con la gerla sulle spalle, dispensa regali ai bambini buoni nella notte tra i 5 e il 6 gennaio. Con l'Epifania si concludono le lunghe feste natalizie.

Le radici della Festa sono antichissime e risalgono alla nascita del Bambino Gesù. Secondo la leggenda, della quale si è poi impadronita la cultura cristiana, vorrebbe ricordare i Re Magi che, guidati dalla Stella Cometa, si recarono alla Grotta di Betlemme per rendere omaggio al Bambino e portargli i doni. Il termine “Befana” è la trasposizione popolare di quello di origine greca “Epifania” che vuol dure manifestazione, illuminazione. Al tempo dei Romani la festa assunse un significato diverso, di stampo pagano, mai condiviso dal Cristianesimo che, intorno al 120 d. C. ripristinò il significato religioso della festa che dall'Oriente si diffuse nell'Occidente intorno al IV secolo come festa della rivelazione di Gesù al mondo pagano rappresentato dai Magi. L'evento è stat6o ricordato nei secoli da letterati, musicisti, pittori.

A proposito di pittori è interessante ricordare una suggestiva credenza: pare che la storia della Stella Cometa sia nata da un affresco di Giotto realizzato nel 1301 nella Cappella degli Scrovegni a Padova. In questa opera Giotto, accanto alla Natività, collocò l'Epifania e, sopra la capanna dipinse una cometa. In quell'anno 1301, infatti, apparve in cielo la famosa cometa di Halley, molto appariscente e luminosa e che affascinò il mondo di allora con la sua forte carica di suggestione. “La Befana vien di notte/ con le scarpe tutte rotte/ col cappello alla romana/ viva viva la Befana”. Questa filastrocca rende bene l'iconografia della Befana, unica in tutte le latitudini: un gonnellone scuro e ampio, un grembiule dalle tasche capienti, un cappellaccio in testa, una scopa come mezzo di trasporto per volare sui tetti delle case per recare doni ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi. Ai tempi di oggi, la Befana porta regali a tutti; il carbone è diventato zucchero e di nero ha solo il colore. A danno degli aspetti pedagogici che una volta esprimeva questa simpatica vecchietta. Così come è ormai un ricordo lontano l significato dell'Epifania che affonda le sue radici nella tradizione agricola. Infatti anticamente, dodici giorni dopo la Natività,m in coincidenza con il solstizio invernale, i contadini celebravano la morte e la rinascita della natura.

Cioè Madre Natura, dopo aver donato tutte le sue energie per un intero anno, stanca, volava verso il cielo su una scopa e scompariva per dare il cambio alla Giovane Natura che avrebbe per l'intero anno nuovo fatto germogliare i semi e quindi assicurare abbondanti frutti. Un tempo i nostri bambini, la sera del 5 gennaio, appendevano al camino o alla spalliera del letto, una grossa calza nella speranza, o meglio nella convinzione che durante la notte la Befana l'avrebbe riempita di dolci. Oggi le calze si vendono già belle e pronte, i bambini hanno smesso di credere nella Befana, accanto a caramelle e cioccolate hanno fatto la loro apparizione giocattoli anche “impegnativi” in linea con la civiltà tecnologica, digitale che viviamo. Ai bambini è stato scippato il diritto di sognare.

 

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