LA BELLEZZA E LA CULTURA DELLA LEGALITA’ NEL CALENDARIO 2019 DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Notizie dalla Puglia -

di Myriam Di Gemma

“La bellezza della legalità”: sono parole di Franco Bernabé, Presidente della Commissione Nazionale italiana dell’Unesco che sintetizzano il tema 2019 del Calendario dell’Arma.

Nella prefazione del Calendario, presentato ieri alla stampa in contemporanea in tutta Italia, Bernabé spiega che la bellezza della legalità esprime il binomio tra Arma e i siti Unesco. Le bellezze italiane, fregiate dal prestigioso Unesco, sono costantemente sotto la tutela e lo “sguardo rassicurante dei Carabinieri, che a loro volta diventano parte integrante del paesaggio stesso”.

Anche nel capoluogo pugliese, la conferenza di presentazione del colonnello Fabio Cairo, Comandante provinciale  dei Carabinieri di Bari.

“L’edizione 2019 – spiega Cairo – è stata concepita in occasione del cinquantenario dalla nascita dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), ma anche per la ricorrenza dei 40 anni dal primo insediamento italiano Unesco”.

“L’Italia – sottolinea Cairo – è il primo paese al mondo con più siti Unesco (ben 54). Le tavole di ogni mese sono state realizzate sotto la supervisione artistica di Silvia di Paolo e rappresentano i siti italiani sempre con un volto di un carabiniere. Non è un caso il volto in primo piano, perché esso è lo specchio dell’anima, proprio come i luoghi sono lo specchio del Paese”.

Ma il calendario non è solo un susseguirsi di pregiati dipinti ma ogni mese propone l’alta competenza in Italia e all’estero dell’Arma. Il mese di gennaio celebra i 50 anni della nascita del Comando Tutela Patrimonio Culturale. “Ora – precisa Cairo – il moderno CTPC è una unità operativa con grandi responsabilità, nota e ben riconosciuta a livello mondiale. Esso è stato prezioso punto di riferimento nella nascita dei cosiddetti ‘Caschi Blu della Cultura’. Essi infatti sono i Carabinieri della Task Force italiana ‘Unite4Heritage’”.

Febbraio è dedicato all’attività investigativa. I reparti speciali come il ROS e gli altri Nuclei nascono nel 1974 da un’intuizione del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa che sviluppò un modello operativo denominato “Nucleo Speciale di Polizia Giudiziaria”.

Le Forze Speciali sono celebrate nel mese di marzo. Gli uomini del GIS (Gurppo Intervento Speciale) sono selezionati ed addestrati per agire in Italia e all’estero “nelle condizioni estreme e in ogni scenario operativo, sette giorni su sette, 24 ore su 24”.

Aprile è dedicato alla tematica del Pronto Intervento e del 112, il numero unico da comporre a livello nazionale. “L’innovazione – aggiunge  il colonnello Cairo – è stata epocale nei primi anni Ottanta e consentiva un collegamento rapido tra i Carabinieri e i cittadini”.

Nel mese di maggio, troneggia il volto di un Carabiniere del Reggimento Corazzieri. “L’origine risale al 1868, come Guardie del Re. Poi nel 1990, assumono il ruolo di Reggimento Carabinieri Guardie della Repubblica”.

Giugno rappresenta il Raggruppamento Investigazioni Scientifiche (RaCIS). Nato nel 1955, come laboratorio nella Scuola Ufficiali, nel 1991 ha il suo momento di svolta diventando il perno fondamentale in Italia e all’estero, nell’ambito delle attività forensi ed investigative.

Luglio celebra l’impegno dell’Arma all’estero. “La presenza dell’Arma in territorio afgano o iracheno – evidenzia Cairo – comportava l’esplicazione del concetto: portare il rispetto delle regole nei territori destabilizzati. Nel 1998, nasce il MSU, la Multinational Specialized Unit, che nel corso degli anni ha acquisito nuove funzioni che spaziano dal ‘mentoring’, ‘advicing’ fino all’addestramento della Polizia Locale. Per esempio in territorio afgano, dopo la caduta dei talebani, i nostri Carabinieri hanno formato l’Afghan National Police”.

Agosto racconta che diventare un Carabiniere non è facile. “Gli ingredienti indispensabili – continua il Comandante Provinciale di Bari – sono la formazione e l’addestramento. Chi appartiene all’Arma deve svolgere questa missione con serietà e alta professionalità. La fase iniziale sia per la preparazione dei sottoufficiali che degli ufficiali, è fondamentale. E il nostro modello di formazione e addestramento, è apprezzato a livello internazionale. Tant’è che loro vengono da noi per specializzarsi”.

Lo Sport è il leit-motiv del mese di settembre: “l’attività sportiva – dice Cairo – è un valore di riferimento imprescindibile della formazione e dell’addestramento. Gli atleti nei Gruppi Sportivi contribuiscono inoltre a dare lustro allo sport italiano”.

Ottobre è dedicato alla Linea Mobile, ossia alle articolazioni con alta specializzazione e un addestramento costante: le API (Aliquote di Primo Intervento) e le SOS (Squadre Operative di Supporto) e servono in eventi particolari. “Per esigenze di ordine pubblico  - rincara Cairo - le API pattugliano le nostre strade quotidianamente. E in caso di attacco terroristico, si predispone l’intervento immediato del GIS”.

Il Calendario non trascura nessuna peculiarità dell’Arma e il penultimo mese dell’anno riguarda la tutela dell’ambiente, “oggi diventato un reparto di prestigio”.

Nel tema generale della cultura, non poteva mancare la sezione Musica. Ed è stato scelto dicembre per raccontare la banda musicale dell’Arma, composta da 108 elementi, tutti professionisti diplomati al Conservatorio. La banda si esibisce sia in Italia che all’estero.

Oltre alla presentazione del calendario, ieri è stata presentata anche l’Agenda Storica del 2019, il cui tema è “I Carabinieri nella letteratura”. E’ stato scelto appositamente da Roma, il professor Pietro Sisto, di Putignano (Bari), professore associato di Letteratura italiana presso il Dipartimento di Lettere, Lingue, arti, italianistica e culture comparate dell’Università di Bari, per redarre tale inserito.

Sisto ha proposto una ricerca accurata nella letteratura italiana dall’Ottocento fino ai giorni nostri, ricordando personaggi che hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo. L’immagine del Carabiniere nei romanzi italiani, a partire da “Pinocchio” di Collodi a “Cuore” di De Amicis, fino ai giorni nostri con Carofiglio, De Cataldo e Camilleri.

 

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