LA DIGERONIMO: CONTRO DI ME SOLO FANGO

Cronaca -

''Ho chiesto il trasferimento alla Procura di Roma ritenendo non piu' 'tollerabile' la mia permanenza in servizio presso la Procura di Bari a seguito delle accuse totalmente infondate di alcuni colleghi sostituti auditi al Csm nel corso della pratica che mi ha riguardata''. Lo scrive il pm della Procura di Bari, Desiree Digeronimo, in servizio anche alla Dda, in una lettera aperta ai cittadini del capoluogo pugliese. Il plenum del Csm ieri ha deliberato il trasferimento del magistrato alla Procura della capitale. Era stata lei stessa a chiederlo. La pm, unitamente al collega Francesco Bretone, aveva inviato una lettera ai superiori del suo ufficio in cui sottolineava che il gup Susanna De Felice che aveva assolto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola nel processo per la nomina del primario di chirurgia toracica dell'ospedale 'San Paolo' di Bari, era amica della sorella dello stesso governatore. Ad accusare Vendola di abuso di ufficio erano gli stessi pm Digeronimo e Bretone. Cio' aveva indotto la prima commissione del Consiglio ad aprire una pratica di trasferimento d'ufficio.

''Preciso che tale procedura per incompatibilita' - spiega la Digeronimo - non attiene in alcun modo a profili disciplinari ne' tantomeno a pretese irritualita' riferibili all'invio di una nota, riservata personale, diretta ai miei superiori gerarchici e avente ad oggetto accadimenti inerenti il processo a carico del presidente di Regione, Nichi Vendola". "La richiesta di trasferimento e' stata motivata dal profondo rispetto dovuto all'istituzione della Procura della Repubblica di Bari e dalla mia personale indisponibilita' a proseguire una collaborazione con alcuni colleghi in servizio in tale ufficio; infatti - continua il pm - dopo la pubblicazione sulla stampa del contenuto delle contestazioni formulate dal Csm, ancor prima che, in un legittimo contraddittorio, potessi dimostrarne la pretestuosita' e falsita', come in ogni caso ho fatto depositando una memoria ampiamente supportata da riscontri documentali, ho ritenuto doveroso tutelare, da tali false accuse, la mia onorabilita' e dignita' professionale depositando un esposto alla competente Procura di Lecce''.

 Nella lettera, Digeronimo annuncia anche che ''se si creeranno le condizioni, saro' felice di continuare a servire in altro ruolo i miei concittadini''.

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