LAGANA': BASTA CON LE DIATRIBE IN EUROPA

Politica -

di Walter Laganà*

In Europa non si può più andare avanti in una continua diatriba tra sovranisti e populisti e tutti quei partiti tradizionali che con la loro insipienza politica ne hanno determinato il successo in Italia e recentemente in Germania. Questi ultimi contestatori dovrebbero o organizzarsi con programmi credibili a favore di tutta la popolazione o tacere per sempre, perché “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”. I cittadini comunque  sperano e si augurano che nelle prossime elezioni europee del 2019 la posta in gioco sia tra coloro che vogliono finalmente gli Stati Uniti d’Europa con una Costituzione, un Presidente e un Consiglio del Parlamento Europeo da approvare e da eleggere a suffragio universale da tutti gli stati membri al di sopra degli stati nazionali con un programma concreto di sviluppo e di crescita comune tra tutti gli stessi stati membri che possa evitare le speculazioni di ogni tipo e lo spread ballerino a seconda degli interessi delle lobby economiche e della legge ferrea del mercato oppure continuare con questa Unione “virtuale” dell’Europa guidata da un’odiosa euroburocrazia che risponde solo ed esclusivamente alle predette lobby economiche e alle leggi ferree del mercato contro gli interessi vivi e palpitanti delle popolazioni europee, determinando così notevoli squilibri economici e sociali in quasi tutti gli stati membri e una disoccupazione paurosa, specialmente giovanile e soprattutto un esodo biblico dai paesi che si affacciano sul Mediterraneo  per la mancanza di una politica estera seria ed incisiva di sensibilità e di solidarietà con aiuti economici dell’eurozona nei confronti di popolazioni tormentate dalla guerra e in penosa situazione di fame. A dire la verità un campanellino d’allarme suonò durante la campagna referendaria in Gran Bretagna, quando una voce chiara e squillante si sollevò, fuori da ogni coro opportunistico, da parte dell’ex Sindaco di Londra, Boris Johans, che non ha esitato ad azzardare proprio a causa della politica fallimentare prodotta dall’attuale Unione Virtuale Europea, un pericoloso paragone storico tra l’odiata euroburocrazia ed Adolf Hitler (1889-1945).

A suo dire l’euroburocrazia di Bruxelles perseguirebbe “con metodi diversi” l’obiettivo che fu prima della Francia di Napoleone Bonaparte (1769-1811) e poi della Germania del Fuhrer, cioè il tentativo di unificare l’Europa sotto l’egida francese o sotto quella tedesca. Inoltre sosteneva che compattare l’Europa interessa poco se con la forza o la politica, basta la burocrazia, creando così un vero e proprio vuoto di democrazia. L’attuale Unione Europa, sempre a suo dire, è un tentativo di provarci con metodi diversi. Pertanto, dopo la dèbacle delle forze politiche tradizionali in Italia e recentemente in Germania  ed anche in altri paesi del mondo, non è più possibile in Europa ritornare allo “status quo ante”, perché sarebbe un vero e proprio suicidio, ma bisogna cambiare rotta con la revoca di tutti i trattati penalizzanti e con combattere tutte le ambizioni nazionalistiche se si vuole salvare l’Europa come era stata immaginata dai Padri Fondatori e cioè dal tedesco Konrad Adenauer (1876-1967), dal francese Robert Schumann (1886-1963) e dagli italiani Alcide De Gasperi (1881-1954) e Altiero Spinelli (1907-1986), che, dopo gli orrendi episodi della Seconda Guerre Mondiale (1939-1945) con le leggi razziali e con la deportazione in massa nei campi di concentramento e di sterminio di esseri umani di ogni età, soprattutto ebrei, ed anche per assicurare una pace duratura nel vecchio continente, pensarono di approvare una Costituzione degli Stati Uniti d’Europa e di far eleggere a suffragio universale da tutti gli stati membri un Presidente e un Consiglio del Parlamento Europeo al di sopra degli stati nazionali, che avrebbero programmato una politica comune di solidarietà per lo sviluppo e il progresso comunitari, cioè un’Europa Politica con regole certe per tutti i paesi membri, rivolta alla valorizzazione di tutto il patrimonio culturale, storico, artistico, religioso, ambientale e alla tutela di tutti i relativi prodotti agricoli, artigianali, industriali e marini in un mercato libero e aperto  e soprattutto un’Europa rivolta alla creazione di posti di lavoro e alla sicurezza contro ogni terrorismo per avere più crescita rispetto agli altri continenti emergenti, più doveri, più diritti, più libertà, più democrazia.

Per tutti questi motivi non bastano più la moneta unica, né la legge ferrea del mercato, né la politica di austerità, né lo spread manovrato a seconda della convenienza, ma è necessaria invece una nuova etica politica che salvaguardi non solo gli interessi vivi e palpitanti dei popoli degli stati membri, ma anche che dia vita ad una politica di aiuti concreti in tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che sono in difficoltà per le guerre e per la fame. La nuova Unione Politica degli Stati Uniti d’Europa deve ricomprendere la Gran Bretagna e deve anche prevedere l’allargamento, dopo la fine della guerra fredda, alla Russia per difendere l’Europa dalla sfrenata globalizzazione e dalle pretese egemoniche degli stati emergenti della Cina, del Giappone, dell’India e recentemente della Corea per il bene di tutti i popoli del vecchio continente. Altrimenti il sogno europeo svanirà.

*(Due volte Sindaco della Città di Monopoli, Vice Presidente della Casa d’Europa di Puglia e dei Paesi del Mediterraneo “Aldo Moro”)

 

 

Per commentare accedi con i tuoi dati, se non sei registrato puoi farlo qui.

Monopolipress.it - Testata giornalistica on line registrata al tribunale di Bari il 19-11-2012 - Nr. R.G. 2676/2012 - Num. Reg. Stampa 43
Direttore responsabile Ruggero Cristallo, Ass. culturale Talento Inedito Editore C.F. 93449380729 - Contattaci - redazione@monopolipress.it
      
Powered by ActiWeb