L'ASSALTO DEGLI STORNI SULLE OLIVE MONOPOLITANE

Cronaca -

Gli effetti della tropicalizzazione del clima sono molteplici, quali il proliferare della fauna selvatica come gli storni, denuncia Coldiretti Puglia.

“La Puglia, tra le province di Bari e Brindisi, vive ogni anno il dilagare della ‘piaga storni’, restando impotente – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia - agli attacchi degli uccelli rientrati tra le specie protette che mangiano ognuno fino a 20 grammi di olive al giorno, quelle poche rimaste sugli alberi dopo le frequenti e violente ondate di maltempo che hanno caratterizzato il 2018. Le aree più colpite sono Monopoli, Fasano, Pezze di Greco, Polignano, dove gli agricoltori non hanno strumenti per arginare la presenza eccessiva e in progressivo aumento degli storni. La legge sui danni da fauna selvatica passata in Consiglio regionale è stata impugnata dal Governo su due elementi che sono stati già affrontati in IV Commissione consiliare. Auspichiamo che venga discussa con la dovuta urgenza nel primo Consiglio regionale utile”, conclude il Presidente Muraglia.

Particolarmente colpito dagli storni il settore olivicolo nelle province di Bari e Brindisi ed il danno si attesta tra il 30 ed oltre il 60% a carico degli olivi coltivati soprattutto nelle zone a ridosso del mare, da un lato sull’Adriatico dall’altro sullo Jonio.

“Oltre al danno diretto, non vanno sottovalutati i danni indiretti. Gli storni distruggono le piazzole adibite alla raccolta delle olive – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - e gli olivicoltori sono costretti a contrastare una calamità senza averne gli strumenti, condannati, quasi, a riprogrammare la propria attività agraria per scongiurare la distruzione della produzione. Tra l’altro, non è soltanto l’olivicoltura a risultare colpita, dato che il passaggio degli stormi di storni lascia sugli ortaggi quantitativi di escrementi tali da rendere impresentabile il prodotto sul mercato. Gli storni trovano ristoro notturno nelle aree protette, come Torre Guaceto, per riprendere le scorribande alimentari diurne, dato che il caldo anomalo degli ultimi anni ha fatto convertire la specie protetta da migratoria a stanziale”.

La legge regionale prevede indennizzi per i danni causati dalla fauna selvatica, l'utilizzo di tutte le strategie venatorie ammesse dalla legge – spiega Coldiretti Puglia - per una presenza della specie compatibile con le esigenze ambientali, sociali ed economiche del contesto territoriale, con particolare riferimento alla salvaguardia delle colture agricole e forestali, prevenire i danni, riducendoli progressivamente attraverso la fissazione di soglie massime di danno realistiche, garantire la pubblica incolumità, sia per chi pratica tali forme di caccia che per chi frequenta gli ambienti rurali, mediante la formazione dei soggetti abilitati al prelievo, effettuare le misurazioni biometriche sui capi abbattuti, anche al fine di valutare ogni anno il potenziale riproduttivo della popolazione locale.

Per questo Coldiretti Puglia ha sollecitato misure di prevenzione ad hoc e qualora queste ultime si rilevino inefficaci, contempla un efficace controllo faunistico, tramite le attività di contenimento numerico, allontanamento e controllo della fauna selvatica, che si rendono necessarie per il soddisfacimento di un legittimo, quanto primario, interesse pubblico.

 

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