L'OMBRELLINO DI ANNESE E LO STATO LAICO

Cronaca -

Riceviamo e pubblichiamo:

Gent.mo Direttore,

sono una cittadina politicamente progressista, civilmente impegnata a rispettare i valori della nostra Costituzione e, nel mio piccolo, a farmi garante dei diritti di tutti a partire dai più piccoli e non avrei mai pensato che un giorno mi sarebbe capitato di rimpiangere il Sindaco di centrodestra Emilio Romani. E’ successo domenica scorsa durante la Messa solenne celebrata da mons. Favale per la dedicazione della chiesa di Sant’Anna a Monopoli quando il sindaco Annese (ex assessore della giunta Romani) ha retto con devozione solenne l’ombrellino processionale conducendolo dietro al vescovo per accompagnare il SS Sacramento fuori dal presbiterio. 

Qualcosa, da cattolica, ci sarebbe da dire sul comportamento della chiesa locale, che approfittando dei varchi offerti da un retaggio religioso prono e passivo, continua a svolgere in modo alquanto arcaico il suo ruolo. 

Molto invece ho da dire sull’attuale sindaco Annese che solo un anno fa, il 25 giugno del 2018, si insediava al Comune e giurava sulla Costituzione Italiana dichiarando di osservarne lealmente le norme e di svolgere le proprie funzioni con scrupolo e coscienza. Bene, con la guida dell’ombrellino processionale Annese ha violato palesemente e pesantemente l’articolo 7 della Carta Costituzionale che recita “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani…”. 

L’articolo frutto di discussioni accese da parte dei componenti della Costituente tra le forze democristiane e i comunisti giunse il 25 marzo 1947 a un compromesso che se pur sbilanciato verso la parte cattolica rimarcava la sovranità e l’indipendenza delle due istituzioni. 

Probabilmente il Sindaco, che ritengo conosca bene la Costituzione italiana, addurrà a sua giustificazione il fatto di non indossare la fascia tricolore e quindi di partecipare alla celebrazione in una dimensione privata. Non credo però possa essere una scusa sufficiente: sedeva al centro, in prima fila, tra i consiglieri comunali Contento e Lacatena, che forti degli studi giuridici compiuti, in qualità di avvocati, invece di restare fermi nella loro compostezza, forse avrebbero potuto spendere una parola in difesa della laicità dello Stato, suggerendogli un comportamento consono al ruolo da lui ricoperto. 

La vicenda ha dei risvolti più gravi di quanto si possa pensare soprattutto nei confronti dei giovani. Infatti, dopo aver postato le foto su un socialnetwork, un ragazzo universitario, in privato, mi ha scritto utilizzando una punteggiatura provocatoriamente eloquente per chiedermi quale fosse il problema.  Il problema caro ragazzo è che le istituzioni democratiche poggiano il loro funzionamento sulla Costituzione che nei primi 12 articoli raccoglie i principi fondamentali posti a garanzia dei diritti e della libertà dei cittadini, e quindi anche tuoi, nella sfera della coscienza e del pluralismo. Questi cardini non possono essere modificati neanche da una legge costituzionale, figuriamoci dal Sindaco di una cittadina del SudItalia. 

Maria Angela Mastronardi

 

 

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