MANISPORCHE, IL CORPO DELLA VIGILESSA E I POVERI ABUSIVI

Cronaca -

di Enrico Comes*

Sembra essersi sclerotizzato in una dialettica parziale il dibattito in merito al video propagandistico relativo alla operazione “Spiagge sicure”, realizzato all’interno del comando di polizia locale con l’avvallo del Sindaco Angelo Annese e dell’Assessore Aldo Zazzera.

Per quanto le accuse di sessismo siano legittime, non devono sfuggire questioni altrettanto fondamentali.

In perfetto stile pubblicitario l’uso del corpo della vigilessa, al pari di qualsiasi modella/o, altro non è che mezzo per veicolare un messaggio. Il punto è però, che questo messaggio fa leva su una visione di fondo profondamente razzista e insensata, ormai ben radicata nelle teste di molti di noi tanto da esser sottaciuta.

Vittime di retoriche politiche tipicamente razziste accettiamo l’idea per cui la causa di ogni male nostrano provenga dall’esterno, dallo straniero in arrivo. Retoriche irrazionali! È infatti insensato ritenere responsabili della piaga dell’abusivismo e contraffazione (da sempre presenti) venditori ambulanti immigrati. 

Eppure, il senso del video in questione è proprio questo. Alle immagini accattivanti della vigilessa, utilizzate per destare l’attenzione si alternano quelle dei “contraffattori” stranieri, uno dei quali peraltro, immortalato in una posa clownesca (oltre il danno anche la beffa).

Così, le critiche fino ad ora sollevate, soffermandosi prevalentemente sull’uso strumentale del corpo della vigilessa, sembrano esser incappate in quella dinamica ben spiegata da uno dei padri degli studi della comunicazione, Barthes; secondo cui c’è una tendenza latente a prestare molta più attenzione al contenitore e non al contenuto. Per quanto il contenitore sia pessimo (un video con primi piani che nulla hanno a che vedere con il senso dell’operato di polizia, accompagnato da una musica a metà fra uno spot e un action movie americano) il contenuto (la propaganda di un messaggio frutto di un operatopolitico miope) non è da meno; accettato e interiorizzato in maniera quasi inosservata.

Come Manisporche non solo riteniamo discutibile il voler fare propaganda attraverso la realizzazione di un video in perfetto stile salviniano, ma ribadiamo con forza l’insensatezza della iniziativa politica in sé, promossa dall’ex Ministro Salvini, a cui il Comune di Monopoli ha scelto di partecipare. Il voler compiere azioni di prevenzione e contrasto all’abusivismo commerciale ed alla contraffazione passa anzitutto dalla lotta contro le centrali mafiose, quelle sì reale cuore della contraffazione; non colpendo esseri umani ridotti a nuda vita disposti a tutto pur di sopravvivere.

E ancora: che senso ha, per un’amministrazione pubblica ricorrere a forme di comunicazione di stampo prettamente propagandistico e autocelebrativo, anziché svolgere attività di sensibilizzazione e confronto sull’operato pubblico?

Concludendo, non ci resta che ripetere quanto già detto altre volte. I problemi in città sono altri: il lavoro nero o sottopagato, i rifiuti, il disordinato ed eccessivo traffico urbano, la qualità dell’aria e dell’acqua. Per queste criticità sarebbe utile un rafforzamento dell’organico della polizia locale, ridotto ad esigue e demotivate forze. Non di certo per una operazione insensata di chiara matrice leghista che, come detto, è alimentata da una forte visione razzista.

*Movimento Manisporche

 

 

 

“Spiagge sicure”

 

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