MANISPORCHE: IL SINDACO ROMANI NON TUTELA L'INTERESSE GENERALE DELLA CITTA'

Cronaca -

Riceviamo e pubblichiamo da Manisporche:

La complessità della pianificazione dell'area portuale e l'enorme importanza che essa assume per lo sviluppo futuro di Monopoli, mettono in risalto la gestione frettolosa e partigiana del Sindaco Romani. La difficoltà del tema, il comportamento del primo Cittadino e la limitata informazione che vi è stata negli anni, hanno costretto i monopolitani a sentirsi estranei e a maturare idee confuse sulla vicenda. Per questo è necessario un ulteriore sforzo di semplificazione e di chiarificazione sugli elementi chiave del processo in corso e sul relativo dibattito.

Se il Privato ha progettato l'area in assoluta autonomia, senza alcun confronto con i cittadini e con i saperi esperti della città, ciò è avvenuto per una precisa scelta politica, per una inspiegabile delega in bianco a svolgere l'intero iter progettuale, che l'Amministrazione Romani ha consegnato nelle mani del Privato (la società Solemare), ben sapendo che l'area oggetto d'intervento è ben più vasta della sola superficie di proprietà privata.
Se il Gruppo di progettazione della Solemare, durante l'elaborazione del Piano, si è posto anche alcune questioni di interesse collettivo, ciò è avvenuto per la sensibilità e la professionalità del Team stesso, e non per l'input del governo cittadino.

Le osservazioni, avanzate distintamente da un gruppo di professionisti locali e da alcuni rappresentanti istituzionali (in riferimento ai criteri preliminari e alle linee guida, non certo al progetto), si riassumono in due considerazioni tecniche, che non hanno mai trovato ascolto, pur essendo state formulate ed espresse pubblicamente, ben prima che il progetto privato fosse presentato all'Ufficio Comunale preposto:

1) Per definire la quantità di edificabilità sviluppabile nell'area privata in ambito portuale, anche alla luce del confronto avuto nei giorni scorsi in Commissione con l'assessore Lacatena e il dirigente D'Onghia, è emerso che esiste almeno un'altra interpretazione legittima delle norme tecniche di attuazione sull'edificabilità dei suoli nell'area portuale P/1, rispetto a quella avallata dall'Amministrazione.
Secondo tale diversa interpretazione (probabilmente più aderente alla norma e al suo spirito), l’edificabilità prevista nel progetto della Solemare (circa 65mila metri quadrati) andrebbe ridotta di 10mila metri quadrati.
E' legittimo domandarsi perché, trovandosi alla presenza di almeno due possibili interpretazioni, l'Amministrazione cittadina difenda strenuamente la meno favorevole all’interesse generale, consentendo un terzo in più di edificabilità? Forse 10mila metri quadrati in eccesso, l'equivalente di 110 appartamenti, sono un argomento non meritevole di attenzione?

2) Il team dell'architetto Oriol Capdevila ha giustamente distribuito, nell'area di progetto, abitazioni, strade, verde e parcheggi secondo le esigenze del Privato, non unico proprietario dell'area portuale P/1 ma unico committente del Team di progettazione per volontà del Sindaco. Cosa fare nella parte di Proprietà comunale non è mai stato oggetto di discussione in città, nonostante la superficie destinata all'uso pubblico rappresenti ben più del 50% dell’area, al netto della cospicua superficie demaniale.
La proposta alternativa di sistemazione dell'area, presentata pubblicamente due anni fa da un gruppo di tecnici, con una diversa distribuzione di superfici, strade e funzioni, solleva perplessità sull'infrastrutturazione progettata dal Privato e si propone di soddisfare sia le esigenze storico-urbanistiche sia quelle urbanistico-infrastrutturali dell'intero tessuto urbano in cui l'area stessa è ubicata. Ciò attraverso la realizzazione di un unico asse stradale, che congiunga via Giuseppe Ungaretti con Via Tenente Vasco.
Tale soluzione, mai presa in considerazione, creerebbe una direttrice di scorrimento carrabile molto funzionale, capace di assicurare un attraversamento veloce nord-sud della città, di separare il traffico portuale da quello urbano e, grazie al salto di quota tra la città e la banchina del porto, di realizzare una piastra con centinaia di parcheggi sottostanti, invisibili e in posizione assolutamente centrale, in grado di decongestionare i flussi di traffico.
In conclusione, è evidente che persistono elementi normativi e urbanistici non risolti che, a seconda delle scelte interpretative e progettuali, potrebbero determinare pesanti e irreversibili conseguenze sullo sviluppo futuro della città.

L'Amministrazione, poi, col suo comportamento separatista tra pubblico e privato sta danneggiando la stessa Proprietà. Lo sforzo di accreditarsi ai suoi occhi come compiacente e permissiva, snellendo le procedure locali e bypassando la pianificazione partecipata, in realtà, sta esponendo la Solemare e i suoi tecnici a successive difficoltà nell'iter procedurale sovracomunale, in quanto vi si presenterebbero orfani dell'apporto significativo e funzionale non solo delle componenti politiche o di esperti della città, ma dell'intera comunità.
Pensiamo quindi sia del tutto nociva oltre che ingiustificata l'accelerazione con cui il Sindaco sta tentando di giungere alla Conferenza di Servizi in Regione, e riteniamo ormai improrogabile e indispensabile che l'Amministrazione Romani riconsideri la necessità di aprire un dialogo sostanziale per la pianificazione dell'intera area portuale.
Una costruttiva collaborazione pubblico/privato supporterebbe senz'altro meglio il risultato progettuale in sede di confronto con i vari Enti regionali coinvolti.

Quello che a un monopolitano distratto potrebbe apparire un comportamento di vuota e stanca polemica da parte di alcune forze politiche e di un gruppo di tecnici innamorati del proprio territorio, è in realtà una condotta animata dall'esclusiva volontà di rendere i cittadini protagonisti della propria città.

 

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