MANISPORCHE: LASCIATE IN PACE PORTAVECCHIA

Cronaca -

Riceviamo e pubblichiamo da Manisporche:

Per sapere cosa stia realizzando l’amministrazione Annese bisogna leggere le delibere, ossia ciò che è stato già deciso. Annese ci ha abituati al fatto che non sia condivisa mai alcuna scelta né in sede politica né con i cittadini. Se si pensa che i “sudditi” siano contenti così, lo vedremo.

La questione. L’amministrazione Annese ha un’evidente incapacità di pianificare e progettare a lungo termine, insegue le emergenze e si lascia sfuggire bandi finanziati con milioni di euro. All’improvviso invertono la rotta e si impuntano sul mezzo milione di euro messo a disposizione dal Gruppo di Azione Locale, GAL (società consortile composta da soggetti pubblici e privati che gestiscono i contributi finanziari erogati dall'Unione europea) esplicitamente indirizzato alla realizzazione di strutture per i pescatori, perché sia invece utilizzato in largo Portavecchia.  Vediamo come. Nei mesi scorsi, l’Amministrazione ha incaricato un professionista esterno per la progettazione in largo Portavecchia di tre chioschi per la vendita di un non meglio specificato pescato. Scrivemmo pubblicamente che ci sembrava del tutto sbagliata la localizzazione del progetto per ragioni urbanistiche storiche e funzionali. Ma i nostri suggerimenti sono stati subito cassati e si è andati avanti imperterriti. Poche settimane fa, apprendiamo dai comunicati dell’Amministrazione, e non come sarebbe stato corretto dalla lettera della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, che il progetto dei chioschi è stato bocciato perché sbagliata la sua localizzazione per gli stessi motivi addotti da noi mesi fa.

Cosa fa l’amministrazione Annese? Non potendo realizzare i chioschi in largo Portavecchia, decide di portare la vendita del pescato all’interno dell’edificio dell’ex scuola “Giovanni Modugno”. Risultato? Ciò che era del tutto sbagliato, ma ubicato in strutture rimovibili e trasformabili, diventerà definitivo e immodificabile. Non solo. L’edificio in questione nel frattempo era già stato oggetto di una procedura di affidamento a seguito di avviso d’asta finalizzato a trasformarlo in un’area polifunzionale di tipo sportivo-ricreativo. La gara, andata a buon fine, è stata aggiudicata da un privato “La Brasserie d’Avril”. Pochi giorni fa, con il pretesto di non meglio precisate incomprensioni, il Comune ha deciso di rescindere il contratto.

Un’area che, dai racconti della maggioranza, avrebbe dovuto essere il polmone sportivo della città affacciato sul mare, ora prevederebbe un mercato ittico. Quale sia l’idea progettuale complessiva, rimane una nebulosa.

 

 
 
 
 
 
 

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