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MARASCIULO CONDANNATO A 16 MESI. IL CONSIGLIERE: "RICORRERO' IN APPELLO". LA NOTA DI ROMANI

Politica -

Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Sergio Marasciulo, è stato condannato in primo grado a 16 mesi di reclusione (pena sospesa, non interdizione dai pubblici uffici e non risarcimento danni oltre la non menzione nel casellario giudiziario) per “induzione indebita a dare o promettere utilità". i fatti per cui Marasciulo è stato condannato risalgono al 2013 quando Marasciulo era delegato del Sindaco all'ecologia. Il consigliere comunale, che non si dimetterà, ha annunciato che farà subito appello contro la sentenza che ha definito "ingiusta e assurda". Già quando apprese di essere indagato, Marasciulo scrisse una nota nella quale annunciava di aver rimesso la delega conferita da Romani " per potermi dedicare pienamente a ristabilire la verità su fatti e congetture artatamente montati allo scopo esclusivo di infangare la mia onorabilità di uomo, politico e professionista."

E proprio Romani è intervenuto in una nota, una volta appresa la notizia della condanna in primo grado. «I giudici di primo grado  - ha scritto il sindaco - si sono espressi e prendo atto della sentenza di condanna del Consigliere Comunale Sergio Marasciulo. Fermo restando la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio e ribadendo la completa fiducia nell’azione della magistratura, evidenzio che i fatti per i quali oggi Marasciulo è stato condannato non hanno mai influito sull’attività amministrativa e sul settore dell’Ecologia per il quale egli era in quel momento consigliere delegato». Ed ancora:  «In quanto Sindaco sono e resto responsabile dell'azione politica ed amministrativa e ribadisco che tutti gli atti sono sempre stati approvati nel massimo rispetto della legge e nell'interesse della collettività. Sin da quando abbiamo ricevuto comunicazione dell’avvio delle indagini, abbiamo messo a disposizione della Procura della Repubblica tutti gli atti del Comune di Monopoli e nel momento del rinvio a giudizio il Consigliere Marasciulo aveva rimesso le deleghe consiliari. Quanto è stato oggetto del processo non ha avuto conseguenze sull’attività amministrativa che si è sempre svolta nel massimo rispetto delle leggi», conclude Romani.

 

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