MONOPOLI-AKRAGAS, PARLA DIEGO ZANIN

Sport -

di Filippo Rattile

L’ultima analisi post partita coincide con la salvezza diretta del Gabbiano. I biancoverdi si sono complicati l’esistenza da soli (rigore fallito, espulsione evitabile); ma nello spogliatoio hanno inteso raddoppiare le forze per portare a casa almeno il prezioso pareggio pur con delle sofferenze.

Se non sei disposto a soffrire, e a patire per 94 e passa minuti a partita non puoi chiamarti Monopoli. Avendo messo, anche stavolta, a serio rischio le coronarie dei tifosi, il Gabbiano è riuscito a mettere i sigilli alla propria permanenza in Serie C, non senza essersi complicato l’esistenza da solo. Ultimo atto stagionale che coincide con la salvezza diretta, e soprattutto senza passare dai temutissimi spareggi playout. Molto probabilmente, 11 contro 11 e, forse, senza aver sprecato il rigore, sarebbe potuta essere una festa senza aver tremato per tutta la ripresa, vista l’inferiorità numerica. Il Zanin 2.0, ossia, dalla sua richiamata alla guida dei biancoverdi per le ultime 5 gare (senza però dimenticare la prima parte di stagione di alti e bassi), è stata la chiave di volta per la meritata salvezza del Monopoli. Ora, sotto con le sue dichiarazioni del post gara: 

“Noi siamo partiti benissimo – apre l’allenatore d’origini veneziane – abbiamo avuto anche diverse occasioni; vedi il rigore; avendo avuto anche un ottimo approccio alla partita. Ci siamo praticamente fatti male da soli perché la partita la stavamo facendo solo noi. Abbiamo lavorato sin dall’inizio della stagione con un unico obiettivo, sapendo di dover andare incontro a questo tipo di situazioni. Poi, sofferenza, volontà e spirito di gruppo ci hanno permesso di raggiungere determinati obiettivi”. Mister Zanin, evidentemente, aveva preparato quest’ultima giornata di campionato con il chiaro intento di attaccare per vincere. Ma, l’espulsione di Ricucci ha scompaginato un po’ tutti gli intendimenti. Senza, ovviamente, gettare tutta la croce addosso all’incursore foggiano, i biancoverdi, giocoforza hanno dovuto optare per il piano-b e arginare, non soltanto la superiorità numerica degli ospiti, ma anche se non soprattutto, quel contraccolpo psicologico che ha bloccato in parte i ragazzi facendoli patire oltremodo l’inferiorità numerica. 

per evitare tutto ciò e, nonostante l’assenza di Ricucci, ha prevalso lo spirito di squadra. “L’Akragas è una squadra vivace. Una squadra che ha fatto 21 punti nel girone di ritorno. Anche in inferiorità numerica, i ragazzi hanno avuto la giusta determinazione. Nello spogliatoio, la squadra ha fatto più quadrato e si è dimostrata ancora più compatta. Non è stato facile, ma sono stati davvero straordinari”. Ora, i primi bilanci di una stagione segnata da alti e bassi, dalla prima interruzione a febbraio, ma con il ritorno del tecnico veneto in sella alla panchina per le ultime 5 gare: “Il mio lavoro ha avuto un’interruzione. Il mio ritorno in panchina è coinciso con un ritrovato atteggiamento psicologico. La squadra era moralmente depressa; evidentemente, qualche fraintendimento non ha permesso la mia continuazione a febbraio. Ma,  ora non è il tempo di fare polemiche ed è giusto festeggiare”. Diego Zanin e il suo staff pensano ora a rilassarsi e a godersi il meritato obiettivo centrato. Per i futuri obiettivi c’è tempo. (Foto: Mavilio/Monopolicalcio)

 
 
 

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