OMAGGIO A NINO ROTA, IL VESCOVO DI BARI CACUCCI: "LA SUA MUSICA E' IMMAGINE"

Un ciclo di incontri organizzato dal Circolo della Vela di Bari
Cronaca -

di Myriam Di Gemma

E' la proiezione di "Giulietta degli Spiriti" di Federico Fellini con una 'lectio magistralis' del Vescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci, a battezzare l'inizio della rassegna intitolata "La Musica è immagine", organizzata dal Circolo della Vela di Bari.

In 4 incontri, la musica di Nino Rota in alcuni film verrà spiegata da illustri esperti.

Ma com'è nata l'idea? "Da anni - spiega Simonetta Lorusso, presidente del 'Circolo della Vela' di Bari - sapevo della passione di Sua Eccellenza per la cinematografia, e durante una chiacchierata a cena, proposi di organizzare una rassegna su qualunque tematica. Cacucci annuì e fece un nome: Nino Rota".

Detto, fatto. Trovato un momento di disponibilità del Vescovo, si organizza tutto nei minimi dettagli. E in poco tempo, con l'incipit di monsignor Cacucci, si realizza il sogno da tempo accarezzato da Simonetta Lorusso.

Il risultato? Eccellente, se si considera la serata di inaugurazione: sala gremita nella sede del Circolo al Molo Borbonico con il commento di Cacucci che delizia e incanta la platea.                                                                          

Presente anche l'assessore alla Cultura del Comune di Bari, Silvio Maselli: "Complimenti al Circolo della Vela  - dice - che si apre alla città su fatti d'arte e cultura.   Ciò conferma che è una comunità viva, attenta e sempre pronta a dare un contributo concreto alla società".

"La musica di Nino Rota - racconta Cacucci - esplica le immagini del film e crea un 'tertium' assolutamente eccezionale. E' una realtà che è immagine stessa. Il connubio Fellini - Rota ha donato capolavori come 'Otto e mezzo', a cui sono legato dal punto di vista cinematografico, e 'La strada'. Quest'ultimo è il mio preferito riguardo la tematica: la bontà umana emerge persino dall'uomo più bruto. E in questo film si esplica 'in toto' la personalità di Fellini".

Tornando al film proiettato, il tradimento del marito, Giulietta lo vive con grande dignità, e vive in un mondo dove il reale e l'esperienza vissuta si incrociano. Tutto ciò che ha vissuto in precedenza, è lì presente nella sua realtà. E l'angoscia è ancora più forte. Grazie a Susy viene a contatto con un ambiente totalmente diverso dal suo. L'angoscia della vita è un macigno per lei ma Susy la introduce in una fase propedeutica quanto mai essenziale per ricercare i propri bisogni, la propria libertà. 

"La porta bianca - aggiunge mons. Cacucci - quando si apre spontaneamente, accoglie Giulietta. L'apertura della porta rasserena Giulietta che riesce a liberarsi dai vincoli e complessi che le hanno condizionato la vita. La porta si apre comunque, senza che Giulietta abbia forzato. Ed è lei che libera se stessa. Fellini nel suo film, da già per scontato l'inautenticità della vita, non fa il moralista, e quindi non condanna nessuno. Ma manifesta l'aspirazione a venirne fuori".

Chiediamo al vescovo qual è il senso della vita per Fellini in questo film. “Fellini- afferma - indica una visione di una trascendenza (che non si identifica chiaramente con Dio) che offre il superamento dell'angoscia e dei drammi della vita.

Qual è il messaggio di Fellini che potrebbe essere assemblato alla Chiesa? “Il messaggio – sottolinea mons. Cacucci è nella consapevolezza che Dio è sempre pronto a venirci incontro con la sua incommensurabile grazia”.

Mons. Cacucci ci racconta di aver conosciuto Nino Rota quand’era seminarista. “Durante l'estate – ci dice - mi recavo a Noci, per seguire il corso di canto gregoriano. E il mio docente era proprio Rota. E' stata una personalità di spicco: basti pensare che fece grande Bari, invitando i maggiori musicisti del panorama nazionale ed internazionale con grande soddisfazione degli amanti della buona musica che da noi sono numerosi”.

Una buona opportunità, questa della serata della Vela, per conoscere altri aspetti, anche inediti, della personalità del nostro presule, attento non solo ai problemi della fede e della sua missione pastorale, ma anche – e questo è altrettanto importante- alla cultura, in tutte le sue espressioni, anche di quella cinematografica, musicale e teatrale. Il che vuol dire operare “per” la gente e “tra” la gente.      

Nella foto, il maestro Nino Rota.

 

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