phEST, MOSTRE APERTE AGLI STUDENTI

Cronaca -

Un’immersione nella continua trasformazione del mondo, nella dimensione storica, geografica e contemporanea, attraverso i lavori dei grandi maestri della fotografia e dei giovani talenti. È questa l'opportunità che si offre agli studenti che partecipano aPhEST, il Festival internazionale di fotografia nato nel 2016 proprio con l’idea di favorire la diffusione e promuovere la conoscenza delle arti visive, delle modalità di comunicazione e di tutte le forme espressive, con particolare riferimento allafotografia. Il programma delle mostre propone contenuti culturali e socio-educativi che mirano a favorire l’analisi e l’approfondimento di temi attuali. Le visite per gli studenti sono strutturate in modo da avvicinarli al linguaggio fotograficostimolando la loro creatività e il loro senso estetico, imparare i criteri di commento e la lettura stilistica delle opere, oltre ad accrescere la loro conoscenza su tematiche di particolare interesse e attualità.

Prodotto dalle associazioni culturali ONTHEMOVE e PhEST, con il patrocinio del Comune di Monopoli, dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale - Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali della Regione Puglia, e di Puglia Promozione,PhEST, alla sua seconda edizione, è organizzato con la direzione artistica di Giovanni Troilo e la curatela fotografica di Arianna Rinaldo. PhEST è fotografia, cinema, musica, arte, contaminazioni dal Mediterraneo. E nasce da una necessità: provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, e ridefinire un immaginario proprio e nuovo. L’area geografica di interesse, mai davvero restrittiva e sempre pronta a modificarsi, a estendersi, a focalizzarsi, coincide con la naturale panoramica di quello sguardo da qui, da Monopoli, dalla Puglia: il Mediterraneo, i Balcani, il Medio Oriente, l'Africa e oltre.

PhEST si sviluppa in un percorso non solo fotografico e artistico, ma anche fisico grazie all’itinerario espositivo che permette l’accesso a luoghi inediti della città: il Porto Vecchio e la Muraglia di Porta Vecchia (le due mostre in esterno), Palazzo Palmieri, Castello Carlo V, Chiesa San Pietro e Paolo e Palazzo Martinelli.

percorsi didattici proposti prevedono una presentazione introduttiva per fornire informazioni sui contenuti delle mostre e sui fotografi; visita guidata accompagnata da un commento e/o lettura stilistica delle fotografie esposte; sessione interattivain cui gli studenti potranno commentare le immagini che li hanno maggiormente colpiti.

Le visite guidate si potranno effettuare fino al 29 ottobre 2017, giorno di chiusura del Festival.

Il costo per ogni studente è pari a 1 € e comprende la visita guidata e il biglietto di ingresso per tutte le 12 mostre. Gli istituti intenzionati ad aderire all’iniziativa potranno prenotare la loro visita inviando una email a info@phest.it o chiamando il numero 328-5531750 (Veronica Nicolardi). Le mostre sono aperte dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 (16-19 nel mese di ottobre). Chiuso il lunedì. Ulteriori informazioni sul sito www.phest.it

Ecco le 12 mostre fotografiche di PhEST 2017, tutte significative per le valenze didattiche e socio-educative:

Mega Mecca di Luca Locatelli documenta come, negli anni recenti, la Mecca, centro sacro dell’Islam, si sia trasformata in una delle destinazioni più ricercate e sfarzose del pianeta.

Passengers di César Dezfuli, 118 ritratti di tutte le persone che sono state salvate da un gommone alla deriva nel Mediterraneo. Nel tentativo di umanizzare questa tragedia, documentare può servire ad avvicinare la realtà del fenomeno migratorio a chi di solito la osserva solo da una certa distanza.

The Battle for Mosul di Eddy van Wessel, fotografo che lavora nelle zone di conflitto dagli anni 90, e che dal 2003 documenta la continua guerra in Iraq. Il lavoro incluso in mostra espone la lotta per la riconquista di Mosul da parte delle forze irachene contro il cosiddetto Stato Islamico.

Awoulaba/Taille Fine di Joana Choumali esplora il complesso e contraddittorio concetto di femminilità, bellezza e immagine del corpo nell’Africa contemporanea e, per estensione, in ogni mondo femminile contemporaneo.

By an Eye-Witness di Azadeh Akhlaghi, 17 ricostruzioni di tragiche morti della storia iraniana. Un progetto dove la storia e la memoria confluiscono nel mettere in scena i frammentati traumi di una nazione, ricordando ciò che deve essere scordato.

I Called Out For Mountains, I Heard Them Drumming di Miia Autio. Gli undici ruandesi nella serie hanno dovuto lasciare il loro paese perché avevano fatto sentire le loro opinioni politiche o chiedevano giustizia, e hanno dovuto cercare una nuova patria da un’altra parte. Sono ritratti nel loro nuovo ambiente e con i paesaggi delle loro memorie in Ruanda.

The Walking Trees di Alejandro Chaskielberg. Frutto di una residenza artistica, il fotografo argentino ha lavorato nelle campagne tra Monopoli, Savelletri e Fasano per realizzare gli scatti degli ulivi secolari con il suo stile di light-painting notturno.

This Land Is My Land di Jean-Marc Caimi & Valentina Piccinni è una mostra sulla xylella. Insieme agli alberi, il dilagare di questa "peste" sta annientando l'eredità culturale e l'economia di un'intera popolazione. I fotografi hanno vissuto a stretto contatto con le donne, gli uomini e i luoghi vittime dell'emergenza ambientale.

Afrofuturism di Osborne Macharia. Il fotografo keniota ha sviluppato uno stile definito Afrofuturismo, che mette in evidenza tre principi chiave: Cultura, Fiction e Identità. Una piattaforma potente per trasmettere messaggi politici e sociali. Le identità così costruite provocano una rottura degli stereotipi legati alla rappresentazione dell’identità africana.

Diagnosis di Emile Ducke racconta come, con la caduta dell’Unione Sovietica nel ‘91, l’apice economico della Siberia sia finito. Anche le cure mediche sono pressoché assenti, e il treno “Saint Lukas” raggiunge i paesi isolati per assistere i pazienti.

Alexander di Michal Siarek, un progetto documentaristico che si basa sulla relazione tra storia, miti e cultura pop, e sui tentativi di mescolare tutto ciò nella costruzione dell’identità nazionale.

Mythologies, la mostra collettiva di arte contemporanea in collaborazione con CRAC Puglia – Centro Ricerca Arte Contemporanea. 18 artisti provenienti da Italia, Albania e Montenegro intervengono con installazioni ambientali confrontandosi sul tema delle “mitologie contemporanee”.

 

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