RIFIUTI, L'ESPERTO: SBAGLIAMO IN TUTTO, MA BASTA POCO

L'ing. Deleonibus: l'appalto andrebbe distinto in due tronconi. Ecco come
Cronaca -

Riceviamo e pubblichiamo un intervento dell’ing. Giuseppe Deleonibus sulla questione rifiuti. Un intervento completo, scritto da uno dei migliori esperti del settore. Che ringraziamo di cuore per averci offerto il proprio punto di vista, scevro da qualunque interesse. Lo offriamo ai nostri lettori: dovrebbe leggerlo anche (e soprattutto) chi, in questi anni, ha offerto a Monopoli un servizio mediocre, a volte ai limiti della decenza.

"A Monopoli il controllo delle emissioni in atmosfera non va, il rispetto acustico non va, il controllo degli scarichi in mare non va, il controllo dell’inquinamento dei suoli non va, il risparmio energetico non va…la gestione dei rifiuti non va. La tutela dell’ambiente non va. Non ci sono né uomini né mezzi. Manca forse anche la volontà? Eppure sarebbe davvero interessante se quella volontà crescesse di pari passo al mucchio di sacchetti che affollano le aree circostanti i bidoni malandati lasciati lungo le nostre vie cittadine. Basta poco: una lettura alla Direttiva 98/2008 ci metterebbe subito sulla buona strada. Dovremmo iniziare dapprima noi cittadini consumando di meno e meglio, scegliendo beni più funzionali, più durevoli, fatti con materiali più sofisticati e a bassa produzione di rifiuto. Poi ci vogliono conoscenza e tecnica perchè attuare la raccolta differenziata è un obbligo e obiettivo di legge, come si legge all’art. 181 del D.lgs.152/2006 e ss.mm.ii., comma 1.

Conoscenza e tecnica sono le caratteristiche che ciascun cittadino ha chiesto agli amministratori che ha scelto. A chi ci amministra i cittadini, oggi più che mai, chiedono a gran voce che ai rifiuti prodotti sul nostro territorio sia assicurata una Gestione Integrata di tipo “dissipativo”. Gestione integrata significa che ogni tipo di rifiuto verrà smaltito attraverso un canale preferenziale; “dissipativo” è riferito al modello di gestione proposto che dovrà adattarsi continuamente, privilegiando la fattibilità delle operazioni di smaltimento e la praticabilità del percorso. Chi l’ha detto che il porta a porta va bene sempre e ovunque? Non esiste una modalità unica, valida per tutti i contesti, in tutti i periodi e per tutte le frazioni. La raccolta differenziata è un’attività che, come sostiene Guido Viale, deve tener conto dell’ambiente socioculturale ed economico in cui si svolge – e a cui si rivolge – e diversificarsi per tipologia edilizia e contesto urbanistico serviti, per frazione raccolta, per quantità conferite, per tipologia d’utente, nonché in base ai tempi di maturazione di una cultura del recupero. La scelta del più appropriato modello da adottare per gestire i rifiuti di un Comune riveste un’importanza strategica: da essa dipendono sia la percentuale di raccolta differenziata sia la bontà dei rifiuti raccolti e ammessi alle fasi successive. Per quanto attiene la percentuale di raccolta differenziata è giusto ammettere che un buon sistema è quello che permette di raccogliere e gestire il 30 – 50% di rifiuti organici sul monte rifiuti prodotto. Secondo il mio parere il porta a porta dovrebbe essere attuato nel solo centro storico.

Fuori da questo bisognerebbe prevedere una raccolta articolata con raccolta domiciliare o condominiale e conferimento diretto da parte dei cittadini, attraverso al creazione di isole ecologiche funzionali, in cui si potrebbero dislocare sezioni per la carta, la plastica, il vetro, l’alluminio e gli ingombranti. Si potrebbero prevedere addirittura due tipi di isole: quella per i materiali riciclabili e quella per i materiali da avviare a smaltimento finale o a compostaggio. Si garantirebbe così un buon controllo e finalmente una tariffazione separata. Per la raccolta domiciliare basterebbero soli due sacchetti: uno per il secco, che sarebbe portato ai centri di trattamento successivi e un altro per l’umido, che sarebbe trasferito successivamente ai centri per il recupero di seconda qualità. Solo così potremmo affidare la gestione delle due piattaforme (isole ecologiche e sacchetti) a due soggetti differenti. E sì, perché fino a quando l’Azienda che gestisce la raccolta dell’indifferenziato sarà anche la stessa che gestisce il differenziato non andremo da nessuna parte, non smetteremo di autorizzare le lobbies o i regimi di monopolio.

A supporto di chiarezza ribadisco che un’Amministrazione oculata e sostenibile dovrà scindere l’appalto sulla gestione dei rifiuti in due tronconi: la gestione del differenziato ad opera di aziende specializzate e la gestione del differenziato ad opera, magari, di cooperative sociali. Le cooperative sociali di tipo B in questo contesto assumerebbero un ruolo decisivo e avvincente: si occuperebbero della raccolta di specifiche frazioni di rifiuti; si occuperebbero del trattamento, recupero e commercializzazione di beni durevoli; si occuperebbero della sensibilizzazione degli utenti, del monitoraggio dei risultati, della gestione delle stazioni di conferimento, del disassemblaggio dei beni durevoli dismessi.

Questa strategia sarebbe buona cosa per il Comune che finalmente attiverebbe un servizio sino ad oggi inesistente o insufficientemente sviluppato e attiverebbe uno strumento di welfare comunale di soggetti svantaggiati. Per far questo non bisogna continuamente andare a Salerno, basta un po’ di buona volontà e una vera apertura alla cittadinanza…tra i cittadini si possono raccogliere le giuste sollecitazioni per avviare un servizio essenziale. Una risorsa cognitiva che anche questa nuova Amministrazione ignora per vocazione. È necessario guardare all’emergenza con gli occhi del cittadino e non dell’Amministratore, per analizzare meglio e progettare il futuro, il cambiamento”.

 

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