"RIME BACIATE", QUANDO IL TEATRO E' PASSIONE

Cronaca -

Il gruppo teatrale della “Waveahead Studios” muove i suoi primi passi da solista e lo fa cambiando nome: da questo anno accademico, infatti, i ragazzi diretti dal maestro Donato Palmisani hanno una denominazione propria, “Le rime baciate”. Una scelta fatta dopo diverse settimane di riflessione, giunta al quarto anno di attività. E, dopo aver compiuto questo passo, si sta lavorando per mettere in scena, a fine anno, il quarto spettacolo (ricordiamo, in passato, la messa in scena di “C’era una volta un sogno”, “Amore, amore, amore” e “Abbandonati e ritrovati tra le rive della vita”).

Palmisani, direttore artistico de “Le rime baciate”, è insegnante di canto e del laboratorio teatrale dell’associazione “Waveahead Studios”, portata avanti brillantemente dal monopolitano Mimmo Galizia. 

Donato Palmisani, perché e chi sono “Le rime baciate”? 

«Nel senso comune, tutti noi sappiamo dare una definizione di rima, intesa come la somiglianza nel suono conclusivo di due parole, che, appunto fanno rima, soprattutto quando sono poste a breve distanza fra di loro. Specificatamente alla compagnia teatrale, ho voluto identificare gli attori come “rime baciate” per sottolineare l’immediata interazione tra i personaggi, la componente musicale nel linguaggio e la vicinanza emotiva che crea il gruppo e il lavoro scenico. Così come la rima ha molte funzioni nell’organizzazione del testo, le “rime baciate” diventano un vero e proprio portatore di significato, ovvero capaci e validi interpreti del testo teatrale».

Rispetto allo scorso anno ci sono new entry?

«Certo, in qualità di attori e cantanti, ma dato il proficuo lavoro svolto e l’impegno da tutti dimostrato finora, ho deciso di affidare degli specifici compiti ad ogni componente della compagnia, al fine di una migliore riuscita delle attività. C’è chi sarà responsabile della scenografia, chi dei costumi, qualcun altro si interesserà di recuperare il materiale di scena, chi curerà le pagine social e persone che si occuperanno della contabilità e di relazionare tutti i nostri incontri. Infine, c’è un nuovo componente che sarà assistente di scena e si dedicherà alle pubbliche relazioni».

Quali sono le attività che svolge la sua compagnia e in quali giorni si svolgono? 

«Le attività ideate e organizzate per quest’anno riguardano il grande contenitore del gruppo teatrale che, generalmente, porta alla realizzazione di spettacoli. Solitamente hanno anche luogo eventi promozionali per favorire la conoscenza della compagnia sul territorio e attività ludico-ricreative per accrescere lo spirito di appartenenza. L’appuntamento della compagnia teatrale è ogni venerdì dalle 18.30 alle 21.00, presso la “Waveahead Studios” (Via Ricasoli, 127/A in Monopoli), mentre la messa in scena degli spettacoli dipende dai tempi necessari per la loro realizzazione o da richieste derivanti da diversi enti».

Quali sono le novità rispetto alla passata annata?

«Le novità di quest’anno riguardano essenzialmente la strutturazione della formazione, per rendere più qualificata la preparazione della compagnia e ottenere dei risultati sempre più avvincenti. In particolare, si vuole porre l’accento su diversi aspetti: - fisicità, studio del corpo, del movimento, della respirazione; - gruppo, lavoro sull’ascolto e sulla relazione interpersonale nell’organizzazione dell’azione scenica; - spazialità, studio della percezione del movimento nello spazio;  - creatività, sviluppo e uso della fantasia; - improvvisazione, tecniche e regole dell’improvvisazione libera;  - personaggio, studio della fisicità, emotività e mentalità;  - analisi del testo, lettura attiva e composizione del testo teatrale; - azione fisica, dal movimento all’azione, scoperta dell’elemento base del lavoro dell’attore».

Nei giorni scorsi è iniziato il nuovo anno accademico. Cosa bolle in pentola nell’immediato e quali emozioni si vivono nelle ore di lezione?

«Sì, da poco ha preso il via la nuova stagione. In pentola, già bolle la preparazione di un nuovo spettacolo di cui non posso svelare nulla in merito per creare suspence e attesa. Vi dico che farà tanto sorridere! Ancor più, ciò richiede un grande impegno relativo alla regia, scenografia e creazione dei costumi. Inoltre, giungono richieste per riproporre lo spettacolo della scorsa stagione, in diversi e nuovi contesti. La compagnia teatrale, in tal modo, diventa un mezzo eccelso per ricevere e dare emozioni. Paura, ansia ed imbarazzo si scontrano e si intrecciano con la gioia, lo stupore, l’ammirazione e il divertimento. Naturalmente, tutto ciò è possibile perché conto su un gruppo di persone che dimostrano grande maturità e capacità di mettersi in gioco, profonda dedizione e senso di responsabilità».

 

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