SANREMO RELOAD: COSA E’ PIACIUTO, E COSA NO

Curiosità -

di Filippo Rattile

La 67^ edizione della kermesse musical-popolare più chiacchierata, attesa e discussa ha chiuso i battenti. Non parleremo di ascolti record, e nemmeno dello spettacolo nello spettacolo, delle polemiche e quant’altro. Daremo i voti ai protagonisti in sintesi (30 canzoni in gara incluse quelle delle nuove proposte). 

A bocce ferme e a mente un po’ più lucida proviamo a fare un primo inventario.

 

CHI SU:

Finalmente PAOLA TURCI: la sua “Fatti bella per te” ci ha proprio convinto; voto 7,9.

Frontman dei Subsonica SAMUEL Vedrai. Molto imparentata con lo stile del gruppo d’appartenenza, ed è un marchio di fabbrica di cui non ci sottrarremmo per nessuna ragione; voto 7,7.

Pollice su per  ERMAL META: “Vietato morire”; voto 7,3; voto sporcato a causa della somiglianza col pezzo di cui sotto nella specifica sezione “somiglianze”.

MICHELE ZARRILLO Mani nelle mani. Torna sui suoi standard di sempre, con un brano scritto insieme a Giampiero Artegiani per cui una garanzia; voto 6,8.

FABRIZIO MORO “Portami via”. Struggente e maledettamente battiatesca, perché sembra una versione riveduta e corretta de La Cura; voto 6,6.

FIORELLA MANNOIA Che sia benedetta. Classe indiscussa, talento e storia personale. In breve, una tra le maggiori interpreti dell’intero panorama musicale. Ci chiediamo del perché del suo ritorno al Festival 6,5.

MARCO MASINI Spostato di un secondo. E’ bene tenerci stretto chi sa davvero cantare. Il fiorentino continua a emozionare; voto 6,4.  

 

CHI COSI’-COSI’:

SERGIO SYLVESTRE Con te. Gran voce, anzi “che voce!”. Melodia da canzone un po’ troppo leggerina; voto 6,3.

FRANCESCO GABBANI Occidentali’s karma. Esprimiamo la nostra personale opinione sull’estroso cantante carrarese. A nostro parere vince per lo spettacolo e per la spensieratezza che infonde. Non ci siamo però come originalità; voto 6,2.

AL BANO Di rose e di spine. Una delle sue migliori degli anni duemila. Non è certo nelle nostre grazie per genere. Canta però ancora divinamente; voto 6.

RAIGE & GIULIA LUZI Togliamoci la voglia. Coppia non benissimo assortita, ma ugualmente avente sfaccettature gradevoli; voto 5,9.  

MICHELE BRAVI Il diario degli errori. Bravi è bravo, e scusate il giochetto di parole. Gioca però a fare il Noemi della situazione; voto 5,8;

CLEMENTINO Ragazzi fuori. Nulla di nuovo per i nostri padiglioni auricolari. Melodia al limite del carino; voto 5,7.

BIANCA ATZEI Ora esisti solo tu. Bella voce e astuta interprete. Canzone un po’ troppo modàna e silvestrina; voto 5,7.

ELODIE Tutta colpa mia. Vagamente interessante malgrado sia etichettata come prodotto prettamente talent. Difficile scrollarsi di dosso quel marchio di fabbrica. C’è la firma della Marrone, e si sente; voto 5,6.  

 

..E CHI GIU’:

NESLI E ALICE PABA Do retta a te. Nel limbo fino all’ultimo. Ma ci pare più normale bocciarla. Il rapper marchigiano cerca di trascinare la partner verso un’interpretazione un più decente, non riuscendo nell’intento; voto 5,3

RON L’ottava meraviglia. Ben al di sotto delle sue potenzialità, forse perché a corto di idee e di stimoli; voto 5.

GIUSY FERRERI Fa talmente male. Il suo stile ha stancato. Per cui, cercasi impostazione differente. Il brano non aggiunge e non toglie nulla alla sua carriera, anzi lascia l’amaro in bocca, anzi nelle orecchie; voto 4,8.

ALESSIO BERNABEI Nel mezzo di un applauso. Un po’ afono benché sia il suo modus cantandi. Melodia trita e ritrita; per cui voto 4,5.

CHIARA GALIAZZO Nessun posto è casa mia. Potenziale inadeguatamente espresso. Non gli si addice il pezzo tanto è sobrio, tanto è noioso; voto 4,4.

GIGI D’ALESSIO La prima stella. Ci si chiede del perché andare a scomodare il repertorio di Zerolandia quando è necessario sforzarsi per tirare fuori qualcosa di più suo, e non di Più su? Inevitabilmente voto 4.

LODOVICA COMELLO Il cielo non mi basta. Sembra uscita da un cartone e anche per errore. Nel live è sembrate che cantasse una tono sopra. Salvata in parte dall’ascolto del suo inciso fuori palco. La preferiamo come presentatrice; voto 3.

 

SOMIGLIANZE

Lungi da noi volerle far passare come delle bozze di presunti plagi; no, niente affatto. Ma, melodie e note a grappoli messe nella centrifuga che come risultato danno qualcosa quasi originale (o riciclato). Capostipite per scarsa originalità Gigi D’Alessio. Il suo pezzo presenta qua e la contaminazioni vicinissime a “Più su” di sorcina memoria. E poi, come per il vincitore Gabbani e la sua Occidentali’s karma che sembra uscita dalla fabbrica di Sorrenti e i suoi figli stellari. Il brano di Ermal Meta ricorda non molto vagamente nientemeno che “Pensa” di Fabrizio Moro. E, quella di Masini, nonché quella attuale di Moro presentano sfaccettature marcatamente battiatesche.  

 

LE NUOVE PROPOSTE

Un bel 6 quasi politico ai giovani, con un solo appello per la macchina organizzativa del prossimo Festival: sbagliato a nostro avviso esaurire le melodie degli otto brani già a dicembre nella serata che ne decreta i finalisti. Le canzoni finiscono per perdere la freschezza del primo ascolto. Proporle poi a distanza di due mesi avrebbe poco senso, visto che vengono sottoposte al giudizio quando i giochi sembrano inevitabilmente decisi.

Tributiamo loro una sorta di ex-aequo sperando che esca un vero campione: VALERIA FARINACCI, BRASCHI, LEONARDO LAMACCHIA, TOMMASO PINI, MALDESTRO, MARIANNE MIRAGE, FRANCESCO GUASTI, e dulcis in fundo LELE che ha prevalso su con il pezzo “Ora mai”.

 

 
 
 

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