STRISCE BLU, MANISPORCHE: PRIGIONIERI DI UN CONTRATTO SBAGLIATO

Politica -

Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento Manisporche:

Il Sindaco ha deciso: 2 maggio.
E’ nella tarda mattinata del venerdì santo che viene comunicata la decisione finale sulle strisce blu: dopo una fase di “sperimentazione” (o sarebbe meglio dire di “riconoscimento dell’errore”), dal 2 maggio diventerà effettiva la regolamentazione della sosta a pagamento nelle zone non stagionali, secondo i correttivi frettolosamente approvati nella Giunta del 6 aprile scorso. In sostanza, dal 2 maggio si paga.
E allora di cosa si andrà a discutere in Consiglio comunale il prossimo 20 aprile, al punto 5, che recita “Modifiche ed integrazioni alla istituzione delle aree di sosta a pagamento”?
Può un'Amministrazione elevare l’ennesimo schiaffo alla Città, approvando le modifiche al regolamento in Giunta e poi sfruttando la pausa pasquale per comunicare la data di inizio servizio?
Su quale studio e relazione tecnica si basa la nuova regolamentazione, considerando che la variazione dei prezzi per l’utenza (sia di sosta singola che di abbonamento) definiscono inevitabilmente un diverso comportamento dell’utente?
E come mai, posteriormente alle due settimane di sperimentazione, non è stata emessa alcuna ordinanza di sospensione del servizio, permettendo all’impresa di introitare somme dai cittadini non informati del mancato controllo o dai forestieri/turisti ignari delle comunicazioni rilasciate dal Sindaco alla stampa? Somme rilasciate senza la corresponsione di un servizio reale perché, al contempo, chiunque altro poteva parcheggiare negli stalli blu senza versare somma alcuna. L’Amministrazione aveva trovato l’artificio tecnico: invece di parlare di “sospensione” (cosa che è, di fatto, accaduta) ha continuato a parlare di “sperimentazione”.
Questo ginepraio nasconde un clamoroso errore dell’Amministrazione nella gestione dell’intera situazione e un’altra profonda verità: sottoscritto un contratto sbagliato, il Comune di Monopoli è prigioniero dell’esecuzione di quel contratto, cui deve dare attuazione nel minor tempo possibile. Costi quel che costi, anche cominciando da un cittadino poco informato ma rispettoso della segnaletica stradale.
Quando fu del contratto Aimeri, furono le disavventure giudiziarie e organizzative dell’Impresa a venire in soccorso dell’Amministrazione per rimediare a un contratto sbagliato. Ma questa volta?
Domenico Sampietro

 

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