SULLA TESTA DEI PUGLIESI LA CAUSA DI UN AVVOCATO DA UN MILIONE DI EURO

Cronaca -

di Nino Sangerardi

Decideranno i giudici della Corte di Cassazione. In merito al contenzioso tra la Regione Puglia e l’avvocato Gennaro Terracciano. Quest’ultimo a fine anno 2012 si rivolge la Tribunale di Roma. Chiede decreto ingiuntivo nei confronti della Regione pugliese per il pagamento di euro 1.019.028,54 a titolo di spettanze professionali per attività difensiva in favore dell’Ente regionale.
Il giudice romano in data 5 settembre 2013 esaudisce la domanda e ingiunge alla Regione di onorare la cifra, oltre spese giudiziali, concedendo la provvisoria esecuzione.
Il presidente della Giunta e gli assessori, a metà ottobre 2013, conferiscono incarico all’avvocato esterno Bruno Taverniti del Foro di Roma, con parcella di 29.262,52. Deve opporsi all’ingiunzione e reclamare la sospensione dell’esborso.
I magistrati competenti di Roma con ordinanza del 29 settembre 2016 revocano il decreto ingiuntivo e condannano la Regione a pagare all’avvocato Terracciano la minor somma di 35.651,81 euro più interessi legali.
Il legale Terracciano a questo punto che fa? Propone ricorso innanzi alla Suprema Corte di Cassazione, invocando “… l’annullamento e/o la riforma per violazione e falsa applicazione di norme di diritto”.
I vertici politici della Regione, pochi giorni fa, hanno deliberato mandato difensivo all’avv. Bruno Taverniti—importo del compenso predefinito di 11.672,96 euro compreso Iva e Cap–per far valere le proprie ragioni in Corte di Cassazione.

 

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