ULIVI INFETTI A FASANO, LA COLDIRETTI: ABBATTIMENTO SEMPRE SUBITO

Cronaca -

Istantaneo decreto di abbattimento degli ulivi di Fasano, arrivato a 24 ore dalla diffusione della notizia delle analisi sulle piante ritrovate infette nei pressi del mercato ortofrutticolo, una tempistica che dovrebbe valere sempre e ovunque. E’ il commento di Coldiretti Puglia, alla notizia della pubblicazione da parte dell’Osservatorio fitosanitario regionale della prescrizione di abbattimento per i 2 ulivi di Fasano, mentre cresce la conta degli alberi infetti anche dei vecchi monitoraggi.

“Il decimo aggiornamento riporta i risultati delle analisi che hanno conclamato la malattia su altri 33 ulivi, di cui 3 a Ceglie Messapica, 10 a Carovigno, 1 a San Vito dei Normanni, 4 a Monteiasi e 15 a Taranto nell’area dell’invaso del Pappadai, una preoccupante conferma di quanto la malattia abbia virato definitivamente sulla provincia Jonica. Bisogna replicare il ‘metodo Martina Franca’, dove nel 2016 è stato ritrovato un unico ulivo infetto e l'averlo espiantato tempestivamente ha bloccato l'avanzata della malattia, tanto che in quel comune non sono più stati accertati casi di Xylella. Ne è stato abbattuto 1 per salvare tutti gli altri", dice il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Il ‘caso Carovigno’ ricorda tristemente quanto già accaduto ad Oria e Francavilla - prosegue Muraglia - dove per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al Tar, hanno fatto morire oltre 3.100 alberi". 

Serve la stretta chiara e determinata con cui la Regione Puglia deve recuperare i ritardi sul protocollo per regolamentare la pratica degli innesti – aggiunge Coldiretti Puglia - per salvare gli ulivi monumentali. L’innesto, soprattutto in un’area dove non è possibile capitozzare gli ulivi - può rappresentare una speranza per il mondo produttivo olivicolo-oleario, ma soprattutto può rappresentare la speranza della tutela paesaggistica della Piana degli Ulivi Secolari e del Salento, attraverso un protocollo tecnico di utilizzo, in modo da avere riferimenti chiari.

Con i nuovi casi sale a 1038 il numero di piante infette dei monitoraggi 2018/2019 – denuncia Coldiretti Puglia – considerato che monitoraggi e campionamenti ancora oggi si basano principalmente su analisi visiva di ulivi troppo spesso asintomatici.

Anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha lanciato l’allarme sulla diffusione della Xylella che minaccia la maggior parte del territorio Ue dove tra l’altro sono stati individuati altri casi di malattia, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania al Portogallo – continua Coldiretti Puglia – con il contagio che avanza inarrestabile verso nord.

“Per la lotta alla malattia il Consiglio regionale ha assunto un orientamento chiaro il 31 maggio 2018, approvando un ordine del giorno all'unanimità che prevede la discussione sul tema Xylella attorno al tavolo istituzionale, di cui Coldiretti Puglia torna a chiedere con forza la convocazione urgente perché il dramma della Xyella in Puglia continua ad essere affrontato e gestito a pezzi, senza una strategia condivisa anche dai differenti enti preposti della Regione Puglia”, insiste Muraglia.

“Non dimentichiamo che la Puglia, per poter accampare pretese a livello comunitario e pretendere di essere aiutata dall’UE vista l'enormità del danno causato dal batterio, doveva attenersi alle direttive comunitarie e il mancato rispetto delle prescrizioni delle direttive comunitarie è già costata all’Italia la prima condanna della Corte di Giustizia Europea”, conclude Muraglia.

 

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