VITO SARDELLA, IL MARATONETA MONOPOLITANO HA TANTA VOGLIA DI CORRERE

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Ci viene spontaneo chiedere al maratoneta monopolitano cosa vuol dire “pacemaker” nella distanza regina dell’atletica leggera. Prima venivano chiamate “LEPRI” oggi “PACEMAKER” ma la sostanza non cambia: ci si mette d’avanti e tutti gli altri sfruttano la scia allineandosi al ritmo di corsa imposto dagli Organizzatori della maratona. “Io  - dice il monopolitano Vito Sardella - sono stato incaricato a percorrere i 42,195km in 2h45’00” con passaggi medi di 3’55” per km. Bisogna essere il più regolari possibile cioè non avere cambi di velocità perché ogni variazione comporta un anomalo consumo energetico e comprometterebbe, inevitabilmente, il risultato finale, bisogna incitarli, sostenerli psicologicamente soprattutto nei momenti critici della gara quando il traguardo non è lontano ma mancano ancora i km più importanti. Personalmente penso di aver fatto un lavoro impeccabile sotto questo profilo, dovevo correre in 2h45’00”, ho concluso in 2h45’05”: meglio di un orologio svizzero, mi sono autocompiaciuto! Ho un solo rammarico, eravamo un bel gruppo di circa sedici maratoneti ma al traguardo sono arrivato con un solo maratoneta. E gli altri quindici, cosa è successo? E’ successo che la maratona è una distanza particolare, è sufficiente partire più veloci di 3”-5” per km, apparentemente un tempo breve ma che in maratona si trasformano in circa 3’20” quasi un km! Con ciò voglio dire che se non ti sei organicamente preparato per correre più veloce, quei secondi in più li paghi amaramente e con gl’interessi tra il 30°/35°km. Appunto!! Mi sono guardato intorno e non c’era più nessuno tranne uno che l’ho accompagnato fino al traguardo”.

I prossimi impegni agonistici? “Come da quarant’anni ad oggi il mio calendario - dice Vito - è sempre pieno  di gare di livello regionale, nazionale e internazionale sicuramente le gare a cui ci tengo particolarmente sono il Campionato Italiano 10km il prossimo 1 settembre ad Alberobello (in casa!!!), Campionato Italiano mezza maratona a Lucca ma soprattutto, quest’anno ricorre il ventennale dalla mia prima maratona corsa a Venezia 1998/2018 quindi, sarò sulla linea di partenza della Venicemarathon. Non ho mai pensato di dover smettere. Alla Città di Monopoli mancano punti di riferimento per le nuove generazioni. I “campioni” ci sono ma ahimè sono soli, senza sostegno e con strutture non adeguate. Io vorrei essere il loro punto di riferimento e soprattutto il punto di riferimento delle loro famiglie che quotidianamente si sacrificano e lo dico, perché l’ho vissuto in prima persona posso capire quante difficoltà bisogna affrontare. Il 10 Giugno ci sarò anch’io”.

 

 

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