XYLELLA, GLI ISPETTORI UE NELLE CAMPAGNE DI MONOPOLI

Cronaca -

La visita ispettiva dei 3 tecnici UE irlandese, tedesco e portoghese per l’audit sullo stato di avanzamento delle misure di contenimento è iniziata da Monopoli, dall’ulivo sequestrato, prima risultato infetto e poi dichiarato negativo ai test, rileva Coldiretti Puglia, per proseguire in provincia di Brindisi nella Piana degli Ulivi Monumentali.

“Va recuperato il ritardo della Regione Puglia sul protocollo per regolamentare la pratica degli innesti per salvare gli ulivi monumentali. L’innesto può rappresentare una speranza per il mondo produttivo olivicolo-oleario, ma soprattutto può rappresentare la speranza della tutela paesaggistica della Piana degli Ulivi Secolari e del Salento, attraverso un protocollo tecnico di utilizzo, in modo da avere riferimenti chiari”, denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Gli ispettori UE oggi stanno proseguendo lungo il percorso di audit, partendo da Monteiasi, Cisternino, Ostuni fino a Brindisi e visiteranno un campo di FS17 a Carovigno.

“Nell’area di Fasano, Ostuni, Carovigno e Monopoli sono presenti 250mila ulivi, esemplari di pregio straordinario – incalza il presidente Muraglia – che potrebbe  fregiarsi della prestigiosa dichiarazione di ‘sito patrimonio dell’Unesco’, azione per cui abbiamo sostenuto il Parco delle Dune Costiere nel percorso di riconoscimento della Piana degli ulivi monumentali quale patrimonio dell’Unesco. E’ impensabile che questo immenso patrimonio vada perduto”.

Non solo verso Nord, la Xylella vira a Ovest a pochi chilometri da Matera con i nuovi casi di contagio in provincia di Taranto – ricorda Coldiretti Puglia - dove ben 6 ulivi sono stati infettati a Montemesola e 1 a Crispiano, dove sono iniziate le prime eradicazioni.

Intanto, i comuni di Polignano e Conversano sono nuovamente fuori dalla zona cuscinetto, mentre Monopoli torna ad essere parzialmente indenne secondo la Determinazione del Servizio fitosanitario regionale n. 59 del 21 maggio 2019, aggiunge Coldiretti Puglia, che riporta la delimitazione delle aree infetta, contenimento e cuscinetto al 2018, prima che fosse ritrovato un ulivo infetto a Monopoli. "E' una notizia che certamente fa tirare un sospiro di sollievo ed è l'unico risvolto positivo dello 'strano caso' dell'ulivo di Monopoli  - ironizza il presidente Muraglia - un albero dichiarato infetto per 5 mesi, con gli immaginabili effetti negativi sull'agricoltura e sull'intera Puglia, con un danno in termini di immagine, di misure fitosanitarie obbligatorie da applicare, di tensione sociale, di preoccupazione per l'agricoltore e per tutti gli olivicoltori della provincia di Bari. Eppure dopo 5 mesi, per non meglio precisate 'anomalie nella catalogazione', si ribalta il verdetto con nuovi campionamenti e relative analisi e risulta per fortuna sano, non infetto da Xylella", insiste Muraglia. "I monitoraggi e campionamenti, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi, restano l'unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L'efficacia e sistematicità sono garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe e non vanno messe in alcun modo in discussione, anzi il sistema dei monitoraggi e campionamenti va potenziato, perché ancora oggi si basa principalmente su analisi visiva di ulivi troppo spesso asintomatici e blindato con procedure inattaccabili, per tutelare sia gli agenti dell'Arif che i laboratori di analisi. E' evidente che, considerate le misure da applicare e le attività da avviare finalmente dopo anni di perdite di tempo, non possono restare esclusi dal tavolo istituzionale Osservatorio Fitosanitario regionale, ANCI e ricercatori", conclude il presidente Muraglia.

 

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