XYLELLA, L'ULIVO DI MONOPOLI NON ERA INFETTO. PRIMA GLI ALLARMI, POI LE SMENTITE

Cronaca -

Non è infetto da Xylella l’ulivo al centro di una indagine della Procura di Bari sottoposto prima a sequestro e poi dissequestrato, per consentirne l’eradicazione, comunque non ancora compiuta. I nuovi accertamenti scientifici eseguiti sulla pianta dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia hanno dato infatti esito negativo e gli stessi ispettori fitosanitari ordinano quindi di «sospendere le operazioni di abbattimento». 
L’ulivo, nelle campagne di Monopoli (Bari), era stato sottoposto a sequestro il 12 gennaio su disposizione del pm Domenico Minardi nell’ambito di una indagine, a carico di ignoti, in cui si ipotizzano i reati di diffusione di malattia e diffusione di notizie tendenziose tali da poter turbare l’ordine pubblico. Il sequestro probatorio si era reso necessario per eseguire accertamenti tecnici sulla pianta, oggetto - già prima del sequestro - di provvedimento di eradicazione. 
Il 10 aprile, ad accertamenti eseguiti, la magistratura aveva disposto il dissequestro della pianta ritenuta infetta, ma non del terreno che circonda l’albero «in quanto - spiegava la Procura - i detti luoghi devono essere interessati da esame da parte dei consulenti tecnici per la ricerca degli insetti vettori». 
Nelle poche righe notificate oggi dall’Osservatorio Fitosanitario all’agricoltore gestore e custode del terreno, è spiegato che nelle scorse settimane sono stati prelevati campioni da alcuni ulivi, tra i quali quello risultato infetto dalle precedenti analisi eseguite a dicembre 2018, «sottoponendoli ad analisi per accertare la presenza di Xylella" e «tutte le analisi - concludono i tecnici - hanno dato esito negativo».

LE PAROLE DELLA COLDIRETTI - Il caso dell’ulivo di Monopoli, prima risultato infetto e ora dichiarato negativo ai test da Xylella, "fa emergere in maniera prepotente per l’ennesima volta la necessità che sia convocato immediatamente e a ritmo costante il tavolo istituzionale istituito dopo la nostra manifestazione del 9 marzo a Lecce, che prevede la partecipazione degli enti di ricerca, per affrontare in maniera compatta tutte le problematiche che oggi ricadono esclusivamente sulla pelle delle imprese delle aree infette». Lo afferma il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti. «L'assessorato regionale all’Agricoltura - aggiunge - non può fare finta di nulla»

 

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